SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sbagliato fare gli onori di casa a Sgarbi? Sì, no, forse. Amedeo Ciccanti ne è convinto, la capogruppo dei democrat in Consiglio, Loredana Emili, lo segue a ruota. Nessuno dell’amministrazione comunale sambenedettese avrebbe dovuto accogliere venerdì scorso il critico d’arte ferrarese, giunto in Riviera in occasione de “La notte dell’Arte e della Bellezza”, evento collaterale all’interno della nuova edizione de “L’Antico e le Palme”.

Un “cafone” secondo l’onorevole dell’Udc, per aver fatto attendere i presenti in Palazzina Azzurra per oltre un’ora e per aver definito il sindaco Gaspari un clochard, ma soprattutto emblema di una cultura narcisistica che considera, tra le altre cose, le donne un passatempo.

C’è poi la questione più delicata. Quella legata a Salemi, paesino siciliano di cui Sgarbi fu primo cittadino prima dello scioglimento della giunta da parte del Governo Monti per presunte infiltrazioni mafiose. Bacchettati quindi Gaspari, Sorge e Urbinati, complici di una “partecipazione inappropriata”.

Eppure, scavando negli archivi, qualche collegamento con l’orco Sgarbi ce l’ha pure il parlamentare ascolano. Basta fare un salto indietro, fino al 2004, per accorgersi che lo stesso Ciccanti organizzò la quattro giorni di festa dell’Udc a Fiuggi. Là dove Fini sdoganò la destra italiana, Ciccanti legittimò il buon Vittorio, invitandolo al meeting del partito di Casini. “Sarà una festa popolare che si ricollega alle radici popolari del patrimonio ideale della Dc, di cui l’Udc ne rivendica i meriti e l’eredità politica”.

L’evento si distribuì tra quindici tavole rotonde e la presentazione di diversi libri. Sgarbi, ufficialmente convocato,  prese parte a quello scritto da Carlo Giovanardi, “Storie di straordinaria ingiustizia”, un attacco frontale al pool di Mani Pulite. Musica per le orecchie di Sgarbi, affiancato dall’autore – all’epoca Ministro – da Bobo Craxi e da Luciano Violante.

Altri tempi, altre epoche evidentemente. L’Udc era forza di Governo, a firma Berlusconi; il segretario Marco Follini ricopriva il ruolo di vicepremier. E Sgarbi faceva ancora parte di Forza Italia, in un Parlamento dove spesso si votarono assieme ai centristi innumerevoli leggi dell’esecutivo del Cavaliere. Senza dimenticare nuovamente Salemi: nel 2008 l’elezione di Sgarbi fu sostenuta proprio dall’Udc.

La festa centrista fu infine anche opportunità di seminari. Ecco allora una serie di interventi, fra cui quello di Salvatore Cuffaro, ieri governatore Udc della Sicilia, oggi in carcere con una condanna definitiva a sette anni di reclusione per favoreggiamento a Cosa Nostra.

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