SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dagli Sgarbi Quotidiani di qualche decennio fa, in onda mentre gli italiani erano a pranzo, a quelli notturni. Per Vittorio cambia solo la fascia oraria; le polemiche infatti rimangono intatte.

Una partecipazione, quella alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto di venerdì scorso, che ha fatto e fa ancora discutere. In principio fu il presunto cachet, destinato al critico d’arte, ma subito smentito dall’assessore al Commercio, Fabio Urbinati: “Ci tengo a smentire categoricamente questa voce – affermò in tempo reale – Sgarbi è venuto per amicizia personale con Walter Scotucci. Non era previsto, si trovava nella zona e ha deciso di passare in Riviera, in occasione dell’inaugurazione de La notte dell’Arte e della Bellezza. Al massimo gli pagheranno il pernottamento, qualora decidesse di dormire qui”.

C’è poi stata, a sorpresa, la dura presa di posizione dell’onorevole Amedeo Ciccanti. L’esponente dell’Udc ha tirato le orecchie all’amministrazione comunale, rappresentata per l’occasione dallo stesso Urbinati, da Margherita Sorge e ovviamente dal sindaco Gaspari. “Non penso sia stata una buona idea fare gli onori di casa a Vittorio Sgarbi”. Il motivo primario? Lo scioglimento ad opera del Governo Monti della giunta di Salemi, paesino siciliano di cui Sgarbi era primo cittadino. “La seconda questione – prosegue Ciccanti – è invece la dabbenaggine di affidarsi ad un personaggio come lui, che non ha alcun rispetto per le persone. Ha fatto attendere per il suo arrivo centinaia di persone alla Palazzina Azzurra per qualche ora dopo la mezzanotte, mentre se ne andava a spasso ridendo e scherzando per le vie di San Benedetto”.

A discolpa di Sgarbi, va però ricordato che l’arrivo dell’ospite era stato garantito dal Comune non prima della mezzanotte. Orario questo parzialmente rispettato, ma sforato successivamente a causa della volontà di Sgarbi di visitare le locations con le installazioni degli artisti della Biennale, sparsi tra la Galleria Calabresi e Via Olindo Pasqualetti. Da inserire nella schiera delle battute infine la definizione di “clochard” indirizzata a Gaspari, della quale – va detto – nemmeno il diretto interessato si era risentito: “Sgarbi incanta e strega”, scriveva su twitter nei medesimi istanti.

“Gaspari – tuona l’onorevole – rappresenta un’istituzione importante come quella del secondo Comune della Provincia e nessuno si può permettere di offendere, ironizzando, chi rappresenta la città che lo aveva ospitato appena qualche minuto prima.. L’offesa al sindaco, che tra l’altro non mi risulta essere suo amico, è l’offesa alla città, rafforzata tra l’altro con altre battute ironiche sulla città stessa. Capisco che un simile personaggio possa essere ospitato dal Comune di Ascoli, che da tempo ha sostituito le manifestazioni culturali civiche con corsi di formazione di partito, ma non capisco come si possa compiere la leggerezza di cedere alle lusinghe mediatiche di un personaggio come Sgarbi, quando con orgoglio San Benedetto trasmette una cultura della legalità ospitando Ingroia nelle sue manifestazioni estive e con lui, durante l’anno, altri illustri personaggi”.

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