SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nei giorni dal 24 alla mattinata del 27 agosto, un disservizio idrico ha penalizzato alcuni chalet rendendo inutilizzabili le docce pubbliche e di conseguenza i bagni. Se in gran parte del litorale la situazione è rientrata nella giornata di venerdì scorso, dalla concessione 46 fino all’ex Camping, il problema è rimasto fino a lunedì mattina.

Tre giorni senza acqua o quasi, e tante conseguenti lamentele da parte dei turisti e dei gestori. Una volta intervenuti i tecnici è ricomparsa la solita acqua rossiccia che, a detta di un titolare di uno chalet, avrebbe tinto di rosso i capelli di un anziano.

Dopo aver sentito Giuseppe Ricci dell’Itb, abbiamo incontrato Sandro Assenti, presidente della Confesercenti Turismo, che ha risposto a tutte le nostre domande, in maniera precisa, e suggerito alcune soluzioni almeno sulla comunicazione.

Assenti come se la spiega questa interruzione dell’acqua soprattutto in un certo tratto?
“Il problema riguarda proprio la vicinanza di quelle concessioni più penalizzate al lungomare nuovo”.

Ci spieghi meglio, per favore
“Certamente. A causa dei problemi idrici che vive il nostro territorio, si è manifestato un abbassamento della portata dell’acqua su tutto il litorale. Ora, mentre per la parte nord si è sopperito con l’accensione delle pompe già da venerdì 24, nel tratto dalla concessione 46 fino all’ex Camping non sono state accese perché l’impianto idrico è legato al lungomare nuovo. Il problema stava in una valvola che ha risentito della diminuzione del flusso delle acque, provocando così un abbassamento della pressione e in alcuni addirittura l’impossibilità di utilizzare docce e bagni”.

E che tipo di intervento è stato fatto nella mattinata di lunedì
“Una squadra ha provveduto ad aprire di più la valvola. In condizioni normali, questa non può essere toccata perché i tubi del lungomare vecchio sono più piccoli e vecchi e sarebbero danneggiati dalla troppa acqua”.

Secondo lei perché si è ritardato così tanto nell’intervento?
“In realtà già da sabato pomeriggio è stato mandato un tecnico ma da solo non è riuscito ad aprirla. Si è dovuto attendere fino alla mattinata del lunedì. Mi risulta che già alle 7 una squadra fosse a lavoro e in effetti l’acqua sembrerebbe essere tornata”.

Sì, ma è di nuovo rossa…
“Ho già chiesto spiegazioni agli organi competenti e mi hanno detto che dipende proprio dall’aumento di flusso improvviso che ha spostato dei sedimenti. La situazione dovrebbe rientrare già in giornata”.

Ma non è la prima volta. Come se lo spiega? Solo un aumento di flusso?
“E’ lo scotto che abbiamo pagato per aver scelto una fonte di acqua migliore, quella di Fosso dei Galli. Le condutture delle volte contengono dei residui, ma la situazione dovrebbe migliorare nel tempo. Almeno così mi hanno garantito”.

Un suo parere su tutta la vicenda?
“Alla luce di tutto nonostante sono contento di questa nuova acqua, penso che il servizio di pronto intervento dovrebbe essere garantito per tutto il periodo estivo perché non si può lasciare un tratto di spiaggia senza acqua soprattutto nei giorni di maggior afflusso come sabato e domenica”.

Non le pare che i gestori degli stabilimenti avrebbero dovuto essere informati?
“Ritengo che ci debba essere una maggiore comunicazione tra gli organi tecnici e i rappresentati di categoria dei concessionari. Mi muoverò sempre di più in questo senso”.

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