GROTTAMMARE – Tutti i lunedì il mercatino dell’antiquariato, gli altri giorni sono nordafricane le atmosfere che si respirano a Grottammare. Nel tratto del lungomare pedonabile del centro (dal Savana Club a Piazza Kursaal) per il resto della settimana è possibile visitare un vero e proprio Suk (tipico mercatino dell’Africa del Nord), in prossimità dei campi da tennis.

L’unica differenza sta proprio nelle offerte. Niente a che vedere con i tessuti colorati o le spezie di Marrakesh, i tappeti di Kairouan (Tunisia) o i tipici oggetti in legno fatti a mano.

La merce esposta è contraffatta. Vuitton, Gucci, Armani, tra le marche più note.

Una distesa di lenzuola con sopra borse, scarpe, portafogli, cover per cellulari e tanto altro. Solo un ricordo la situazione precaria di un tempo in cui i cosiddetti commercianti erano pronti a fuggire appena avessero scorto qualche cappello tipico delle forze dell’ordine, in lontananza.

I “nostri commercianti” ridono e scherzano fra loro e con i clienti e pare godano di una certa immunità. Quantomeno lo danno a vedere. Se ne stanno lì tranquilli come se fosse la cosa più normale del mondo vendere senza permessi e  una merce addirittura contraffatta.

Ricordiamo che l’Amministrazione comunale si impegnò in passato per togliere casette di legno permanenti, in cui si svolgeva il mercatino estivo, viene da chiedersi se non fossero meglio quelle alla situazione attuale. Sottolineiamo pure la presenza  a Grottammare dei Vigili Urbani che girano  pure di sera e che questi sono noti per l’efficienza con cui puniscono i trasgressori del traffico automobilistico. Ci chiediamo come mai il fenomeno stia crescendo sempre di più, senza che nessuno faccia niente.

 

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