MONTEFIORE DELL’ASO – Rinnovamento. Lo scorso 11 agosto è stata presentata la nuova sede della Farmacia Comunale di Montefiore dell’Aso, interamente rinnovati i locali oggi sono più funzionali ed accoglienti. Oltre ai locali ristrutturati, si aggiunge una nuova organizzazione nella gestione dell’esercizio ubicato in Piazza Antognozzi.

Il Consiglio Comunale in data 27 marzo 2012 ha infatti approvato la nuova forma di gestione della farmacia municipale, costituendo una società di capitali fra il Comune di Montefiore dell’Aso ed il direttore della Farmacia, Tiberio Belleggia, in cui l’Ente ha mantenuto il 10% di capitale, mentre il restante 90% è stato attribuito al socio farmacista che ha rinunciato dopo trent’anni di attività allo status di dipendente comunale.

Per la gestione della farmacia, la società dovrà corrispondere al Comune di Montefiore, oltre agli utili maturati in virtù della quota di capitale, un canone annuo pari 38 mila euro esclusi d’iva.

La società nell’espletare il servizio farmaceutico, dovrà attenersi agli indirizzi dei soci, allo statuto, al contratto di servizio stipulato con il Comune di Montefiore dell’Aso, nonché alla carta dei servizi approvata dalle parti contraenti.

Con tale forma di gestione l’Amministrazione comunale “ha voluto fortemente un servizio di qualità, svincolato dagli eccessi di una stringente burocrazia che talvolta ha penalizzato la qualità dei servizi e la competitività dell’azienda comunale”.

Il sindaco Achille Castelletti interviene sulla nuova apertura: “Ci sarà bisogno di un forte ammodernamento della qualità del servizio e dell’offerta commerciale che permettano di far fronte agli effetti negativi della globalizzazione oltre che ad una perdurante crisi economica. È soprattutto per tali ragioni che l’investimento compiuto dalla società acquista un significato ancora più importante per il nostro Comune, divenendo un altro prezioso tassello della struttura imprenditoriale del nostro paese, con l’obiettivo di raggiungere e mantenere alti standard qualitativi, preservando la qualità dei servizi erogati specie verso le fasce deboli”.

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