SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un’altra mazzata per San Benedetto. Dopo l’Ospedale e il Tribunale, le grane arrivano direttamente da Poste Italiane, che ha intenzione di tagliare ben otto zone dal punto di vista del servizio recapito. Diminuiranno di fatto i postini (destinati a mobilità o a pendolarismo) e quelli che rimarranno, dovendo coprire un’area più vasta, rischieranno di non poter più consegnare interamente la corrispondenza giornaliera.

Le zone di San Benedetto passeranno da 41 a 33. Non sorridono nemmeno Grottammare, che ne perderà 2 e Cupra, a cui ne verrà sottratta una.

Uno scenario preoccupante che non piace affatto al Pdl: “San Benedetto non può continuare a perdere servizi, il problema è serio”, denuncia Pasqualino Piunti, affiancato da Pierluigi Tassotti e da Giacomo Massimiani, esponente della Lista Gabrielli.

“I tagli non sono motivati – denuncia il movimento berlusconiano – e non è vero che ci troviamo di fronte ad un calo di corrispondenza. Questo provvedimento va a ridistribuire 500 ore sugli altri lavoratori. Dunque, la qualità sarà tutt’altro che garantito. A nostro avviso è una maniera per fare cassa, eppure la ditta non ci risulta essere in passivo. Così facendo non c’è la minima possibilità di sviluppo. Come mai la nostra città viene puntualmente vista come l’ultima ruota del carro?”.

In opposizione alla decisione di Poste Italiane, è previsto per il prossimo 13 ottobre uno sciopero generale indetto dai sindacati.

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