TERAMO – Controlli a tappeto della Guardia di Finanza sulle spiagge teramane e negli esercizi commerciali della costa, nell’ambito di operazioni contro l’abusivismo commerciale e l’evasione fiscale.

Il Comando Provinciale di Teramo ha programmato un articolato “Piano Coordinato di Controllo Economico del Territorio” effettuato dai militari dei Reparti dipendenti l’11 e 12 agosto.

Nel corso dell’operazione, militari in divisa hanno perlustrato spiagge e strade adiacenti i centri costieri per la prevenzione e repressione dei fenomeni dell’abusivismo e della vendita di merce contraffatta, effettuando sequestri.

Altre pattuglie in abiti civili hanno invece compiuto attività ispettive in materia di scontrini e ricevute fiscali, anche loro riservando particolare attenzione agli stabilimenti balneari ed ai luoghi  di aggregazione sul litorale costiero.

Complessivamente, sono stati impiegati circa 60 uomini e sono state contestate 47 violazioni su un totale di 160 esercenti controllati confermando la percentuale di incidenza delle violazioni contestate pari a circa il 33 % dei controlli effettuati. Tali violazioni si aggiungono a quelle già contestate dall’inizio dell’anno (circa 260 su un totale di 800 controlli nel settore specifico). E’ opportuno evidenziare che nel periodo estivo si è constatato un aumento delle violazioni contestate in relazione al maggior numero di presenze nei territori controllati.

Anche in materia di contrasto all’abusivismo ed alla vendita di prodotti contraffatti sono stati eseguiti diversi interventi che hanno portato al sequestro di 825 articoli e alla denuncia a piede libero di un soggetto, oltre ad una denuncia contro ignoti.

Le merci sequestrate appartengono alla categoria merceologica della pelletteria ed accessori e di occhiali.

Anche in questo caso, tali risultati vanno ad aggiungersi ai numerosi sequestri operati dall’inizio dell’anno dalle Fiamme Gialle sull’intero territorio provinciale, quantificabili in milioni di esemplari, con l’individuazione della filiera distributiva a livello nazionale che ha interessato altre regioni italiane con prevalenza a quella campana ove, anche grazie alle strutture portuali, viene facilitata l’importazione di prodotti contraffatti da distribuire sul territorio nazionale.

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