Summer Games. Quando ho saputo dell’annullamento dell’evento in spiaggia (che creava sì alcune problematiche ma attirava anche una marea di giovani) sono stato preso da un pizzico di rimorso. Chi ha buona memoria si ricorda perché. Cinque anni fa circa “scoprimmo” che per il Summer Games il Comune di San Benedetto del Tronto dava un contributo di 60 mila euro. Ritenemmo che la somma di denaro pubblico erogata era esagerata rispetto al ritorno promozionale e pubblicitario per la nostra riviera. Ma anche ingiustificata. Dopo una nostra inchiesta e venuti i nodi al pettine  (digitare “wiff club” sui nostri archivi) il comune fece marcia indietro ed iniziò a ridurre il contributo, accogliendo le nostre considerazioni ma senza mai entrare veramente nel merito dell’importanza dell’evento.

Tanto è vero che, oltre a ridurre giustamente la quantità di denaro pubblico, le giunte Gaspari si sono sempre dimostrate molto incerte sulla effettiva necessità del tradizionale evento della notte tra il 14 e il 15 agosto. L’accordo (non solo economico) con l’organizzazione è sempre arrivato a ridosso dell’evento, quest’anno addirittura fuori tempo massimo per scelta del patron del Summer Games, Nico Virgili. Il motivo principale stavolta è stata la location più volte cambiata nell’ultimo mese. In conclusione se ne è parlato molto senza che la città sia riuscita a capire bene se ha perso una buona opportunità o meno. Per gli organizzatori lo è e anche per diversi nostri lettori mentre la risposta politica si è incentrata esclusivamente sull’entità del contributo (12 mila euro?) che poteva essere congruo o no e sulla localizzazione senza dire con fermezza il loro parere sulla qualità dell’evento. Anche se tutto lascia capire che non è ritenuto utile e quindi non indispensabile per l’accoglienza turistica sambenedettese e del Piceno tutto. Normale, lecito e quindi comprensibile. Decisione però che andava presa in Primavera e senza indugi.

Torno alla parte iniziale del DisAppunto per il rimorso che ho avuto dopo la cancellazione dell’evento. Per noi di Riviera Oggi l’evento aveva una sua valenza che, però, non giustificava sicuramente i 60 mila euro elargiti dal Comune nel 2007 ma nemmeno era così inutile da farlo sparire dagli eventi di fine estate.  Di chi è la colpa a me interessa relativamente anche se il mio parere è lo stesso di sempre: tutti gli eventi gestiti da privati devono migliorare di anno in anno e il contributo adeguato alla crescita che non equivale ad aumentarlo. Va annualmente (a fine stagione) valutata l’importanza sotto l’aspetto promozionale e dell’accoglienza ivi compreso l’apprezzamento dei turisti con apposite indagini statistiche professionalmente valide.

Insomma caro Nico Virgili la nostra inchiesta del 2007 non era finalizzata all’abolizione della Festa alla quale tieni in modo passionale come è giusto bensì alla congruità del denaro pubblico usato per il “ballo in spiaggia più grande del mondo” come tu lo chiami. Il mio augurio è che se ne parli di nuovo e con maggiore serenità a mente fredda appena conclusa la stagione estiva 2012.

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