MONTEFIORE DELL’ASO – “Stiamo vivendo in Italia una profonda crisi culturale che spazia anche nel campo del Cinema. Fino agli anni 80/90 si producevano anche 300 film all’anno, oggi 60/65. In Francia, a differenza nostra puntano sulla cultura e con le loro 350 pellicole annuali stanno riscontrando un grande successo” descrive così lo scenografo Giancarlo Basili la situazione italiana. Proprio per questo c’è da sottolineare l’importanza di un Festival come quello di Montefiore. Dal 9 al 13 agosto si terrà Sinfonie di Cinema 2012 in cui si discuterà sul ruolo del produttore nel cinema italiano. L’edizione sarà dedicata a Pepi Morgia, l’ideatore del festival, scomparso lo scorso anno.

Si comincerà il 9 con la proiezione del cortometraggio “Cat woman & le chat blanc” di Marco Cruciani e a seguire il film “Scialla” di Francesco Bruni. Al termine dibattito tra Basili, Tresy Taddei Takimiri (attrice del cortometraggio) e Claudio Iannone, fotografo di scena che presenterà la sua personale a Montefiore fino al 26 agosto.

Venerdì 10 agosto sarà la volta di “Romanzo di una strage” il film di Marco Tullio Giordana.La disinformazione su questo capitolo cruciale della storia italiana è totale. Più che da un unico inconfessabile segreto, questa disinformazione sembra al contrario nascere da una massa sterminata di dati che finiscono per confondersi e cancellarsi a vicenda” anticipa il regista che parteciperà al dibattito dopo la visione del film.

L’11 agosto sarà la volta di “Hugo Cabret” di Martin Scorzese mentre il 12 la serata omaggerà Sergio Leone, dalle 18 si terrà una visita guidata “C’era una volta…il Cinema” al Centro di Documentazione Scenografica e alle 21 concerto con le musiche di Ennio Morricone e alle 21.30 proiezione del film “C’era una volta in America”.

Lunedì il festival terminerà con la proiezione di “Cesare deve morire” di Paolo e Vittorio Taviani e un dibattito su “Nuovo cinema civile: la location sociale” tra Basili e Anna Olivucci di Marche Film Commission-Fondazione Marche Cinema Multimedia. “Girare i film in zona diventerebbe un’occasione sia per la visibilità che per l’indotto economico. Torino ottiene da anni un ritorno dall’investimento fatto. “Romanzo di una strage” è stato girato tutto nel capoluogo piemontese perché costava di meno, di Milano” commenta Basili.

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