SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’Agroalimentare può essere messo in vendita. La giunta regionale si è infatti espressa favorevolmente nel merito, dopo che nello stesso senso si era già espresso il Consiglio Comunale nel 2004. “Un iter lungo – ammette il sindaco Gaspari – finalmente gli enti decidono di procedere alla vendita. Riuscendoci, incasseremmo soldi che ci aiuterebbero a fare cassa per il patto di stabilità e ad investire. Noi incasseremmo sui 4-5 milioni”.

Il primo cittadino è poi tornato sulla tormentata vicenda degli allagamenti, condita da interminabili polemiche politiche: “Alcuni esponenti del Popolo della Libertà mi hanno chiesto di indire un Consiglio Comunale aperto sul tema ed io ho preso l’ipotesi in considerazione. Altri, invece, preferiscono fare gli avvoltoi”. E proprio a loro Gaspari si rivolge: “Il 2 marzo 2011 c’è stata un’alluvione e in quell’occasione Monteprandone, San Benedetto e la Provincia di Ascoli Piceno hanno deciso di stanziare 104 mila euro assieme alla Regione, che ne aveva promessi 50. Ad oggi mancano i soldi della Provincia. Mi domando come mai non siano stati mai elargiti”. Ecco allora che l’obiettivo si fa chiaro: “Piunti dovrebbe al contrario rendersi utile provvedendo a reperire quei fondi”.

“NESSUN RIMPASTO” Il sindaco tranquillizza infine tutti sulle voci di malpancismo in giunta: “Sento parlare di rimpasti, non c’è alcun fondamento. Non esistono atti a proposito, in politica contano solo gli atti”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 672 volte, 1 oggi)