ANCARANO – E’ l’ennesimo suicidio legato a difficoltà economiche quello avvenuto ad Ancarano, con i due anziani coniugi che insieme si sono impiccati nel garage di casa. Una storia, quella di D.D.E. 79 anni e G.D.D. 75 anni, in cui il pignoramento della casa da parte di una banca e la riscossione di crediti insoluti da parte di Equitalia hanno gravato notevolmente sullo stato psicologico della coppia. A questo quadro, già di per sè poco rassicurante, si aggiunge anche l’arresto del figlio della coppia, lo scorso maggio. L’uomo, 50 anni, aveva tentato di riappropriarsi, con un tentativo di estorsione, della casa messa all’asta ed acquistata da un vicino di casa. Vicende che hanno messo a dura prova l’emotività dei due anziani, ed in particolare della donna, che da tempo pare soffrisse di depressione. L’intero paese ora piange una famiglia per bene stimata da tutti, ed esprime il proprio rammarico per una tragedia che forse poteva essere evitata.

Il suicidio di Ancarano, rimbalzato anche sulle cronache nazionali, ha portato Equitalia a diffondere una nota per precisare la propria posizione nella vicenda: “Equitalia esprime una sincera vicinanza alla famiglia in merito al drammatico gesto dei due anziani coniugi di Ancarano. Di fronte a un episodio così tragico avremmo preferito rimanere in un rispettoso silenzio, ma purtroppo ci troviamo costretti a intervenire perché citati impropriamente nella ricostruzione della vicenda. È doveroso precisare che l’abitazione del figlio dei coniugi di Ancarano è stata messa all’asta, lo scorso mese di marzo, non da Equitalia ma da una banca. Equitalia, per tutelare i crediti vantati dagli enti impositori, non ha potuto fare a meno di intervenire in una procedura immobiliare avviata e condotta interamente da altri”.

 

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