Ricevo e pubblico dal Direttore Generale della Sambenedettese Calcio, Giulio Spadoni

Caro Nazzareno, ti scrivo e comunque per l’ultima volta perché ci sono battaglie che credo non sia il caso di fare. Le considerazioni che io ho fatto sugli arbitri sono state in risposta a una domanda di una persona presente all’assemblea che chiedeva dei rapporti con la Lega alla luce di arbitraggi scandalosi dello scorso anno.

La mia risposta è stata che “un conto è la Lega di appartenenza e la Federazione di cui facciamo parte e con le quali abbiamo ottimi rapporti, un conto è l’AIA che comunque ha giustamente la sua autonomia“. Ho poi detto che è fisiologico che su 40 arbitri che si incontrano ci possono essere 2 o 3 non all’altezza o che ci fanno un torto, e, magari, anche qualche deficiente tipo l’arbitro della gara con il Legnago.

Questa affermazione, seppur colorita, non  la rinnego, anche perché parliamo di un arbitro che con fare provocatorio ha offeso società e tifosi, rischiando anche di far trascendere gli animi con il rischio di invasione di campo che io stesso e il Presidente Pignotti abbiamo provato a scongiurare andando direttamente a parlare con i tifosi. Nel mio discorso ho poi detto a chiare note che TUTTI NOI, dall’allenatore, ai dirigenti e anche ai calciatori, dobbiamo avere un comportamento più sereno verso gli arbitri, evitare proteste e squalifiche che lo scorso anno hanno poi portato solo danni a squadra e società.

Ho stigmatizzato questo comportamento, dicendo che prima di pensare alla prestazione degli arbitri, dobbiamo avere un comportamento diverso. Stessa cosa in maniera umile ha detto Ottavio Palladini, dicendo che per questa stagione si impegnerà a evitare le squalifiche subìte lo scorso campionato. Pertanto credo che la cronaca del mio intervento sia stata molto banalizzata nel vostro articolo, alla sola frase riferita all’arbitro di Samb-Legnago, omettendo tutto il discorso legato alle nostre ammissioni di colpe e all’intento di avere atteggiamenti diversi per la prossima stagione. E credo che non si sia data una informazione completa.

Quanto al commento di un vostro lettore riguardo alla mia squalifica in essere, è vero che sto scontando 3 mesi di inibizione, ma bisogna dire anche la motivazione, che poi è pubblica (Comunicati federali su LND.it), io sono stato squalificato per responsabilità oggettiva delegata e non certo per responsabilità diretta soprattutto relativa a proteste arbitrali. Mi spiego: la Procura Federale ha aperto un’inchiesta sul tesseramento del Prof.Riccardo Spurio di 2 anni fa, preparatore atletico voluto da Mister Giudici, e ha convocato, all’epoca, il Presidente Sergio Spina per l’audizione preliminare. Visti gli impedimenti professionali di Spina, sono stato delegato dallo stesso a rappresentarlo.

La Procura ha accertato che il Prof. Spurio in quella stagione aveva lavorato per più società e lo ha squalificato, comminando sanzioni per responsabilità oggettiva anche alle società del Montegranaro, Arquata e Sambenedettese e i loro rispettivi presidenti. Nel caso della Samb io mi sono sacrificato per Spina e sconto una squalifica a lui destinata. Chiudo sempre con una precisazione legata al fatto che volevo querelare l’autore di un commento, lo scorso anno. E’ vero, ma non perché io fossi permaloso o non sia avvezzo a accettare critiche, ma per il solo principio che in quel commento c’erano palesi accuse di disonestà nei miei confronti.

Chiudo dicendo che ho sempre accettato tutte le critiche relative all’esercizio del mio ruolo, giunte anche da articoli di Riviera Oggi e relativi commenti e da qualsiasi altra fonte, in maniera serena, pensando anche che le stesse siano giuste e motivate dalla passione comune per la Samb. Le critiche sono bene accette, come a volte i consensi, però se uno mi accusa di essere ladro e disonesto nell’esercizio delle mie mansioni, o porta le prove o si becca una querela, che comunque in quel caso ho omesso di presentare. Grazie

Giulio Spadoni

Ti prego di pubblicare

IL DIRETTORE RISPONDE
Il mio collaboratore Angelo Pisani ha fatto un solo errore quello di riportare la parola “deficiente” della quale non posso pensare che tu non ne conosca il significato. Che tu la ribadisca è ancor più grave. Pensa soltanto se la stessa fosse stata rivolta ad un tuo parente stretto (figlio, fratello ecc.). Sarà stato somaro, in cattiva fede ma deficiente è un’altra cosa. Poi non mi sembra che Pisani abbia banalizzato nulla e comunque l’avrebbe fatto di testa sua come a tutti coloro che scrivono su Riviera Oggi. Meno male che hai detto che ha banalizzato e non che è un giornalista banale: avresti fatto un’altra gaffe dopo quella di “deficiente”, parola della quale mi sono assunto le mie responsabilità in quanto responsabile di ogni pubblicazione.

Sono comunque d’accordo sui tuoi proponimenti e di Palladini al riguardo di una maggiore serenità di giudizio. A proposito della squalifica non ho mai emesso giudizi ma una cosa oggi mi appare strana quando dici: “Visti gli impedimenti professionali di Spina, sono stato delegato dallo stesso a rappresentarlo“. Il delegato a rappresentare un’altra persona davanti alla Procura Federale che viene squalificato al posto del diretto responsabile. Se mi puoi chiarire il concetto te ne sarei grato. Senza malizia, solo per capire meglio.

Per il resto vedo molto premeditata la società e alcuni addetti nei nostri confronti mentre tu, in un nostro incontro, non mi sei sembrato sulla stessa direzione. Ma visto che ti sei tolto alcuni “sassolini dalle scarpe” tra i quali alcuni riguardano la testata che dirigo, non posso esimermi da togliermene altrettanti anch’io.

Non sei mai intervenuto quando i tuoi collaboratori hanno scritto in più posti “cavolate” a raffica verso Pier Paolo Flammini e il sottoscritto, con conseguenti scuse private in una sola occasione del presidente Pignotti. Hai tenuto un atteggiamento pilatesco in occasione della mia uscita forzata dalla sala stampa perché alcuni tifosi mi disturbavano, non hai detto una parola quando hai saputo che tre nostri inviati sono stati costretti a pagare il biglietto in occasione della recente amichevole Samb-L’Aquila. In tutte queste circostanze e altre che non sto a ricordare il tuo intervento era un obbligo (pro o contro di noi) in quanto ricopri il ruolo di Direttore Generale e non più di Direttore Sportivo. Una differenza, secondo me, fondamentale.

A proposito della accuse nei tuoi confronti “però se uno mi accusa di essere ladro e disonesto nell’esercizio delle mie mansioni“, non le ricordo così dirette anche perché avrebbero coinvolto anche me. Frasi sospette o dubbi piccoli e grandi possono essere evitati soltanto con una condotta societaria super trasparente che mette di conseguenza tutti a tacere. Ricordo, invece, che la proposta di Tifosi Pro Samb di acquistare quote minime della società furono rifiutate dagli attuali dirigenti. Per esempio, poi, nell’ultima trattativa (dove saresti dovuto intervenire) la società ha più volte dichiarato di non aver debiti ma anche di non avere alcuna intenzione di mostrare i bilanci. Sono cose che non aiutano a far crescere quella trasparenza che diventerà fondamentale nel futuro dell’uomo. Proprio per mettere a tacere le malelingue ed evitare le occasioni di un famoso proverbio. Tutto qui.

Nazzareno Perotti

 

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.418 volte, 1 oggi)