Festa “Madonna della Marina”. Si è conclusa l’ennesima festa per antonomasia della riviera picena, sambenedettese in particolare. Una ricorrenza religiosa e civile oramai secolare che, però, negli ultimi anni ha perso gran parte del suo fascino. I perché sono tantissimi, fra i primi secondo me, il fatto che, tra chi ha gestito recentemente la politica sambenedettese, non ne ha compreso appieno il senso e quindi la sua importanza. Basterebbe ricordare loro che, fino a trenta anni fa la festa (ritenuta unanimamente la Festa delle feste) era un punto di riferimento, un vero evento per l’estate sambenedettese. Chi, tra gli attuali ultra 50enni non ricorda le due più grandi piazze della città (Garibaldi e San Giovanni Battista) invase da quasi cento pullman che ,dopo gli spari, riportavano gli intervenuti nelle varie località della Provincia, Ascoli compresa. Una scenografia che ho ancora negli occhi.

Dicevo che la principale carenza riguarda la memoria storica che invece hanno gli attuali assessori al turismo e alla Pesca e alle attività produttive della città di San Benedetto del Tronto. Margherita Sorge e Fabio Urbinati possono essere infatti ritenuti sambenedettesi purosangue che, seppur indirettamente data l’età, conoscono l’importanza dell’avvenimento che si conclude da vari lustri l’ultima domenica di luglio. A proposito  riguardo le tradizioni, gli usi e i costumi, per esempio, mi trovo perfettamente a mio agio quando ne parlo con un’imprenditrice turistica sambenedettese da diverse generazioni, titolare di uno dei più importanti alberghi cittadini, altri (non per colpa loro) non mi capiscono.

Per questo motivo ritengo che la Festa 2012 potrebbe essere l’anno zero per una ripartenza sin dal prossima stagione. Entrambi gli assessori, infatti, si sono impegnati recentemente in due manifestazioni sulle quali hanno dato il “sangue” ma senza i risultati che si erano prefissati. Non possono non ammetterlo. Essendo anche io un sambenedettese da cinque secoli e con qualche annetto in più, propongo loro un’idea che potrebbe iniziare a caratterizzare la riviera ed il piceno tutto. Inventarsi un connubio tra le due feste delle feste picene, la Madonna della Marina e Sant’Emidio. Una quindici giorni ai quali, almeno una volta, gli italiani devono assistere. Basta attivare i giusti richiami.

La quindici giorni del Piceno perchè le due Feste si accavallano tra luglio e agosto, nel 2013 dal 24 luglio al 6 agosto. I due eventi si dovrebbero incentrare sulle rievocazioni storiche (Sant’Emidio con la Quintana e la Madonna della Marina con il Festival del musical in chiave religiosa nel week end di chiusura). Il contorno e la cornice, parlo per San Benedetto, non potrà che essere la zona portuale dove domenica sera ho notato carenze abbastanza evidenti.

Innanzitutto una disparità di “concessioni” tra la  Sagra davanti la scuola alberghiera e quella all’ingresso del porto, davanti ai pescherecci. Alla prima uno spazio più grande, alla seconda “Aperitivo al porto” uno spazio molto limitato e l’impossibilità di avere qualcosa di caldo tipo pesce fritto e un “primo”. Non ho capito il motivo perchè una fila chilometrica caratterizzava la Sagra del “parcheggio” mentre nell’altra turisti e residenti non potevano fermarsi a mangiare per altri motivi, lo spazio ridotto. Io e miei amici, per evitare la lunga attesa, abbiamo preferito la seconda opzione e appena liberato il primo tavolo ci siamo seduti tra gente entusiasta per il pesce e l’ottimo vino ma anche per alcune belle iniziative, tipo mini mongolfiere volanti e giochi per bambini. Insomma due pesi e due misure come se non ci fosse spazio per tutti.

Gli organizzatori di “Aperitivo al porto” pur contenti per la riuscita dell’iniziativa, si sono mostrati un po’ delusi per l’organizzazione della festa riconoscendo comunque che l’assessore Urbinati si è impegnato molto. Un’altra carenza mi è sembrata troppo evidente e da correggere. La strada davanti (o meglio dietro) la Capitaneria di porto era domenica sera completamente buia e quindi pericolosa per chi si recava dal centro alla banchina del porto. Uno zig zag tra auto e scooter che ha spinto alcuni turisti a tornare indietro.

Eppure servirebbe molto poco per trasformare letteralmente quel tratto molto ampio e suggestivo. Una zona dove non serve edificare per migliorarla, serve semplicemente uno “scenografo” delle luci che illumini a dovere gli spazi che vanno dal parcheggio al porto. Sarebbe un attrattiva per tutta la stagione estiva ma anche un modo per riportare la festa della Madonna della Marina nel posto che più gli compete.

Vi immaginate tutto il tratto (vietarvi il transito per qualche serata non è peccato) illuminato e pieno di bancarelle con ai lati la possibilità di gustare il ben di Dio che la gastronomia nostrana offre da sempre. E alle 23.30 gran finale con tutti i partecipanti che fanno ritorno al centro dove, in piazza Matteotti, a mezzanotte si tira la tombola. Finita la quale, tutti di nuovo verso il mare per assistere ai fuochi artificiali (se sono costati 20 mila euro a me sembrano troppi: i soldi non gli spari) con inizio all’una del giorno dopo. Quindi tutti a casa contenti e soddisfatti.

Una volta era così, basta poco per farla tornare un evento che è importante per l’aspetto religioso ma anche commerciale . Agli assessori Sorge e Urbinati il compito di migliorare  le opere che hanno appena cominciato. Nella “quindici giorni del Piceno” inserirei anche il “Bizzarri” che ha già una valenza nazionale ma potrebbe averne di più. E anche una visita con guida nel percorso di Scultura viva”. Basta con gli “ex” che già ne abbiamo anche troppi.

La Notte Bianca? E’ diventata un giochetto. Una cosa seria sarebbe farla nel tragitto che va da viale Secondo Moretti a via Mare e attraversando tutto il lungomare.

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