COLONNELLA – Piazza Garibaldi gremita per il Consiglio comunale aperto indetto dall’amministrazione Pollastrelli sulla Truentum.

Il passivo della società in house del Comune al centro della discussione, con il sindaco che ha illustrato ai cittadini la situazione debitoria e proposto soluzioni per evitare il default. Una vicenda complessa, quella della Truentum, su cui sono corso indagini della Guardia di Finanza e verifiche della Corte dei Conti.

Quasi 4 milioni di euro il debito accumulato negli anni dalla società, dal 2005 (anno di fondazione) ad oggi, a seguito di una serie di spese ed investimenti che non hanno prodotto gli utili preventivati: una somma a cui dovrà giocoforza far fronte il Comune in quanto socio unico.

“Questo non è un consiglio comunale politico, ma programmatico – ha esordito il sindaco Pollastrelli – che coinvolge amministratori, minoranza e cittadini, per discutere insieme del futuro della Truentum, senza mettere in campo attacchi politici alla passata amministrazione o all’attuale”

Il primo cittadino ha ripercorso l’excursus societario dall’insediamento della nuova amministrazione, a maggio 2011, fino ad oggi, con la modifica dello statuto in base alle nuove disposizioni di legge del decreto mille proroghe, e la nomina dei componenti del Cda, riservando una stoccata alla minoranza di Insieme per Colonnella (presente al consiglio comunale con la sola consigliera Graziella Cecchini) per non aver raccolto l’invito di nominare un proprio rappresentante all’interno della Truentum.

“Siamo comunque sempre disponibili alla collaborazione dell’opposizione” ha aggiunto Pollastrelli, che ha poi elencato le varie situazioni in essere della società (18) al giugno 2011, con le relative spese sostenute nel corso degli anni e quelle a cui ancora far fronte.

Tra le somme da estinguere ci sono un milione e 400mila euro per la costruzione delle 12 case destinate alle giovani coppie, iniziate nel 2006 e ancora in fase di ultimazione, di cui solo 6 attualmente vendute; i 655mila euro di mutuo per la costruzione dei loculi del cimitero; i 955mila euro derivanti da 5 conti correnti bancari scoperti, i 750mila euro di insolvenze verso i fornitori, oltre gli interessi bancari di decine di migliaia di euro a cadenza trimestrale.

Ma nel corso degli anni sono anche stati intraprese iniziative che poi non hanno portato gli utili sperati, come la progettazione di 41 appartamenti da realizzare su un terreno poi risultato sottoposto a vincolo dei Beni Culturali e su cui non è possibile costruire, e l’acquisto di un terreno artigianale per 500mila euro, poi rimasto inutilizzato. Altro progetto andato in fumo la realizzazione di un impianto fotovoltaico su un terreno con il cui proprietario 4 anni fa è stato stipulato un contratto di affitto di 12mila euro l’anno, per 25 anni. Nel frattempo la Truentum aveva provveduto all’acquisto di inverter per 460mila euro (di cui solo 200mila pagati), ma il progetto per la realizzazione dell’impianto non è mai stato presentato agli enti preposti. L’amministrazione Pollastrelli ha quindi provveduto in questi mesi ad estinguere il contratto di affitto con il proprietario del terreno.

Tra le spese sostenute inoltre negli anni, i 160mila euro per la realizzazione della toponomastica sul territorio comunale (ancora in itinere), i 961mila euro per consulenze varie e i 104mila euro per l’acquisto di un escavatore rivenduto poi poco tempo dopo ad un prezzo inferiore di 35mila euro.

“Il Comune in quanto socio unico dovrà rispondere per la società – ha affermato Pollastrelli – e questo potrebbe significare in futuro una diminuzione dei servizi, della manutenzione del territorio, delle manifestazioni culturali, e un aumento delle tasse come Irpef e Imu”.

“State facendo allarmismo nei confronti dei cittadini – ha attaccato la consigliera di minoranza Graziella Cecchini – e vi nascondete dietro alla Truentum per mascherare il fatto che in 14 mesi di amministrazione non avete ancora realizzato nulla. Non entro nel merito delle carte, ma la Truentum è stata concepita per realizzare opere a beneficio della città, come ad esempio le case a prezzi popolari a sostegno delle giovani coppie e la rete fognaria sul territorio. A novembre scorso come minoranza abbiamo rifiutato un posto in Cda perché non sapevamo cosa l’amministrazione intendesse farne della Truentum, se volesse chiuderla o meno, ma come gruppo di opposizione non vogliamo scollegarci dalle responsabilità amministrative e gestionali all’interno della società”.

Nel corso del consiglio comunale, l’amministrazione ha anche illustrato il piano di rilancio per la Truentum, facendo leva sui capitali: la vendita dei 6 alloggi rimanenti, la valorizzazione e relativa vendita del terreno artigianale, la costruzione di un impianto fotovoltaico in un’area adiacente il campo sportivo da cui avere introiti, la dismissione di immobili (tra cui casa Santori e l’ex scuola materna di Vallecupa). “Oltretutto stiamo valutando alcune proposte interessanti che riguardano la zona industriale – ha affermato il sindaco – e che potrebbero aiutarci nel piano di risanamento della società”.

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