GROTTAMMARE – “Dato che non sono a Roma , non mi troverò da nessuna parte così a mio agio, e proprio da impiegare bene il mio tempo, che a Grotta Mare” tratto da una delle lettere scritte a Grottammare, durante la sua permanenza, da Franz Lizst.

Grande emozione del sindaco Luigi Merli per aver restituito al Paese Alto di Grottammare l’antico accesso, almeno in parte (ricordiamo che l’ultimazione del percorso è legato ad un esproprio ancora non ultimato). Questo dalla Chiesa di Sant’Agostino sbucava proprio sotto la casa di Casilde e fu sostituito dalla rampa giunta fino a noi oggi, via Palmaroli per intenderci,  perché era troppo stretto e non permetteva il passaggio delle carrozze.

“Abbiamo ultimato un lungomare di cui andare orgogliosi- continua il primo cittadino- ma il cuore dei grottammaresi sta qui: è legato al Vecchio Incasato”.

Lavori da 100mila euro, di cui 80 presi con un mutuo e 20 ottenuti grazie al progetto Borghi Naturali.

“Abbiamo l’occasione- interviene l’assessore alla Cultura Enrico Piergallini– di conoscere ciò che è passato, la storia di Grottammare. L’orgogliosa consapevolezza di non essere ai margini, la percezione felice di essere più vicini al mondo, prossimi al centro, parte attiva di un più ampio orizzonte culturale, oltre gli angusti confini della provincia: queste sensazioni Liszt trasmise di certo alla nostra città quando trascorse a Grottammare le sue sei settimane di soggiorno e passeggiando proprio nel percorso che oggi prende il suo nome Scala Liszt”.

Il taglio del nastro è stato accompagnato dalla musica del maestro Federico Paci e dei suo ragazzi, il sindaco ha voluto “bagnare” personalmente l’evento con delle bottiglie di gran prestigio offerte da lui e bene accolte da tutti i presenti.

“Sono orgoglioso di questo primo tratto- continua Merli- io non riuscirò a terminare l’opera, lo farà il mio successore (e si gira verso Piergallini, sottolineando ancora una volta, la sua predisposizione per il suo assessore colto, anche se di candidatura ufficiale ancora non si parla ndr). Ricordo che mio padre lavorò proprio a questo percorso negli anni ’60 quando l’assessore di allora, Ciabbò, decise di farci dei bagni pubblici. Prima di venire all’inaugurazione sono andato a casa sua,  ha 95 anni, e gli ho detto che metà dei lavori di riqualificazione erano stati ultimati”.

Durante la riqualificazione sono stati scoperti un sistema di convogliamento delle acque e un lavatoio molto antico. Una volta espropriato il terreno, si creerà un passaggio direttamente dentro le grotte che porterà a via Sant’Agostino. Sia il sindaco che l’assessore hanno ringraziano l’Ufficio ai Lavori Pubblici capeggiato dal’architetto Liliana Ruffini, la ditta appaltatrice “Travaglini” e tutti i dipendenti comunali che si sono impegnati nella realizzazione dell’opera.

 

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