GROTTAMMARE – Prosegue, anche se a distanza di anni il processo mediatico allo chalet Mojito. Si tratta di un vero e proprio caso che ha mobilitato l’Amministrazione comunale, le Forze dell’ordine, l’Arpam (Agenzia Regionale per la tutela all’ambiente delle Marche) e infine anche le aule del Tribunale.

A denunciare lo storico chalet fautore della movida grottammarese furono gli imprenditori con attività di fronte lo stabilimento balneare, Umberto Scartozzi del Camping Don Diego e Ugo Grossetti dell’hotel Eden, “costretti a subire l’alto volume delle serate notturne e la grande affluenza di giovani che impazzavano” per il lungomare della Perla dell’Adriatico.

Dopo lo scorso comunicato a mezzo stampa inviato da Natalino Mori in merito alla vittoria di una sentenza (leggi l’articolo: Chalet Mojito: vince il processo) Scartozzi e Grossetti non ci stanno e dichiarano: “Quello che dice il signor Natalino Mori non è vero, ha vinto la sentenza riguardante la dichiarazione di falso e non su altro. La situazione è ben più complessa, le sanzioni e i verbali parlano chiaro e oltretutto non siamo voluti andare sul penale non costituendoci parte civile”.

A quanto pare i due imprenditori contestano le affermazioni fatte, a supportare le loro parole,  ci sarebbero un accertamento Arpam del 31 luglio 2009, depositato in Comune, dove erano rilevati ben sette decibel in più rispetto a quelli vigenti da regolamento (60decibel) e un ulteriore accertamento fatto il 29 agosto 2009 dove i decibel superavano il limite di cinque punti.

Secondo gli imprenditori turistici l’intervento di Mori è stato fuori luogo e di scarso spessore. Concludono affermando: “Sembra che più che una vittoria abbia usato questo per apparire un po’ sulla stampa locale, secondo l’Arpam non c’è assoluzione”.

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