SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Wi-fi e acqua “champagne” nelle docce: temi che continuano a dividere l’amministrazione comunale e gli imprenditori balneari.

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE SCRIVE Con riferimento alle notizie apparse in questi giorni sulla stampa relative al pagamento del servizio di wi fi libero che è in corso di realizzazione sul lungomare sambenedettese, l’Amministrazione comunale precisa che, a seguito del confronto sviluppatosi con gli operatori balneari, si è addivenuti ad una soluzione che suddividerà l’onere dell’investimento, un servizio fondamentale per l’offerta turistica cittadina, tra operatori di spiaggia e Amministrazione comunale.

Infatti l’Amministrazione ha deciso, a parziale modifica delle delibere già assunte, di ripartire equamente i costi, poco più di 40 mila euro comprensivi di Iva, tra bilancio comunale e concessionari. A maggior garanzia di trasparenza dell’operazione, gli stessi riceveranno nei prossimi giorni due avvisi di pagamento, uno relativo al pagamento del canone per il servizio di erogazione dell’acqua non potabile e uno come contributo all’attivazione del servizio di wi fi libero.

Si sottolinea comunque che anche la quota per il wi fi è parametrata, come per l’acqua, ai metri quadrati di litorale in concessione: appare infatti questo il criterio più equo di ripartizione dei costi, stante la diversa complessità dell’impianto da installare in relazione all’estensione della spiaggia e il diverso numero di potenziali utenti del servizio.

RICCI RISPONDE Il presidente dell’Itb fa subito sentire la sua risposta: “Gaspari da persona intelligente aveva compiuto un passo indietro sulla questione del rincaro delle docce, ma sarà giusto che sulla questione del wi-fi ogni concessionario di spiaggia abbia una trattativa privata con la TopNet e decida se accettare o meno la proposta, liberamente, considerando inoltre che essendo la stagione balneare avviata, molti imprenditori avevano già predisposto a proprie spese sistemi di wi-fi sulla spiaggia. Noi non vogliamo avere alcun tipo di imposizione da nessuno, cosa c’entra il Comune? Perché il Comune deve trattare per noi e decidere l’importo senza che noi possiamo esprimere alcuna valutazione?”

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