SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Quelle del Pdl erano state critiche che si sommavano a quelle del Movimento Cinque Stelle, dei Comitati di Quartiere e persino del Presidente del Consiglio Comunale. Eppure Gaspari ha preferito insultare me”. Pasqualino Piunti digerisce a fatica il duro attacco rivoltogli dal primo cittadino in merito alla vicenda degli allagamenti. “Io un avvoltoio? Il sindaco si scaglia contro di me nel mal celato tentativo, come un pugile suonato, di rifugiarsi in un corpo a corpo che è irrispettoso dell’intelligenza dei cittadini che sta governando e che chiedono soluzioni al problema. Se ritiene che insultandomi si risolva questa situazione, faccia pure. Anzi, esageri. Purtroppo però ad essere insultati sono tutti quei residenti che ogni volta che piove un po’ più del previsto devono subire danni e disagi nonostante questa amministrazione abbia dichiarato di aver speso fior di soldi per il rifacimento delle reti  fognarie”.

L’esponente azzurro – sostenuto dai colleghi di partito Bruno Gabrielli e Annalisa Ruggieri, ribadisce poi la volontà di far ricorso alla Corte dei Conti, per comprendere in che maniera il Comune ha speso il soldi investiti: “Quasi 5 milioni e mezzo dal 2006, questo è il risultato. Un danno economico e di immagine. Abbiamo chiesto chiarimenti e se non saranno convincenti segnaleremo tutto. In fondo, la Corte dei Conti non è nuova a lavorare sulle decisioni assunte da questa giunta”. Ed ancora: “Rimprovera l’amministrazione Martinelli non più in carica da sette anni, ma dalla quale ha estrapolato il proprio l’assessore ai Lavori Pubblici (Leo Sestri, ndr), responsabile di queste tematiche. Basterebbe questo per dare la misura dello spessore dell’attuale sindaco”.

Per il Pdl, San Benedetto avrebbe pertanto bisogno di una nuova organizzazione urbanistica, “complessiva e non a macchia di leopardo, come questa amministrazione sta facendo da qualche anno a questa parte. Ci vuole un piano d’intervento globale spalmato sull’intera città”.

Quindi l’annuncio (“come Popolo della Libertà chiederemo una Commissione urgente per discutere del problema”) che precede l’affondo finale: “Meglio essere vice veri che essere sindaci agli ordini di ex sindaci”.

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