MARTINSICURO – Il Martinbook Festival si è chiuso sabato 21 luglio con il Premio Letterario Internazionale “Città di Martinsicuro”. Sette giorni di incontri, presentazioni, dibattiti, hanno portato a Martinsicuro autori, artisti, musicisti, poeti, giornalisti, e fatto della città treuntina un punto di incontro della cultura nelle sue molteplici rappresentazioni.

Nell’edizione 2012 il Martinbook Festival ha messo da parte gli stand con i libri per diventare manifestazione “itinerante”, svolgendosi in tre sedi diverse: la Torre Carlo V, che ha accolto la prima e ultima serata, il lungomare Europa con la suggestiva location della rotonda Las Palmas, e piazza Cavour, luogo spesso al centro di episodi di cronaca a causa di poco raccomandabili frequentazioni, che il Martinbook ha voluto rendere protagonista per una sera con il dibattito sul calcio, con la presenza del giornalista Sky Maurizio Compagnoni e dei colleghi Sandro Di Stanislao (Il Centro), Davide Crisci (Il Corriere Adriatico), Pier Paolo Flammini (Riviera Oggi), Luca Zarroli (Cityrumors) e l’entusiasmo dei pulcini dell’Asd Martinsicuro impegnati in varie esibizioni.

Sul palco del Martinbook Festival dal 15 al 21 luglio si sono alternati musica (con i Giacinto Cistola Trio, gli Amelie Tritesse, i Persian Pelican), proiezioni video (con “Vivo” di Ermelinda Coccia e i cortometraggi dell’associazione Frammenti), arte (con la presentazione della rivista Rrose) autori (con Sara Casotti, Patrizia Di Donato, Azzurra Marcozzi, Gianluigi Gasparri, Carmelo Pistillo, gli autori martinsicuresi Pasquale Cucco, Andrea Buonaspeme, Loretta Tormenti, Anacleta Camaioni, Federico Nardi, Giacinto Cistola), giornalisti (Antonio D’Amore, Sandro Galantini, Domenico Marocchi) e ospiti come la criminologa Roberta Bruzzone e l’associato di ricerca Cnr Marco Santarelli (in un dibattito sul tema crimini e comunicazione).

Il Festival è stato anche performance, con la Revolutionary Poets Brigade di Roma e il World Poetry Movement: la poesia è approdata in spiaggia, sul lungomare, al porto di Martinsicuro con Olga Campofreda, Marco De Cave, Edoardo Olmi, Angelo Zabaglio. Numerosi sono stati i turisti e i martinsicuresi che si sono cimentati insieme ai quattro poeti romani in letture di poesie, tra iniziale diffidenza, manifesta curiosità, entusiastica partecipazione, in un insolito quanto caratteristico pomeriggio di luglio a Martinsicuro. Il Martinbook ha visto anche un’inaspettata quanto gradita presenza: il poeta Antonio Camaioni, autore martinsicurese dal talento riconosciuto a livello nazionale, poeta schivo e travagliato, dal vissuto turbolento che, per una sera, ha rotto la sua inespugnabile ritrosia, salendo a sorpresa sul palco per la lettura di alcuni dei suoi versi più intensi.

Scopo del Martinbook Festival è proprio questo: rompere gli schemi, incentivare l’incontro e il confronto, proporre dibattiti, promuovere le eccellenze culturali del territorio e portare a Martinsicuro talenti e professionalità di indiscussa rilevanza, sia nazionale che locale.

“A conclusione della sette giorni – ha dichiarato il consigliere delegato alla Cultura Boris Giorgetti – non posso che tracciare un bilancio positivo della manifestazione. C’è stata un’ampia offerta di proposte artistico-professionali, spaziando dalla musica alla poesia, dalla narrativa al teatro, dal giornalismo al cinema, cercando di avvicinare il gusto e le inclinazioni di più persone possibili. Riteniamo che il Festival, sicuramente migliorabile in alcuni suoi aspetti, sia una formula vincente. Cominceremo da subito, con l’Associazione Martinbook e con la Casa Editrice Di Felice a gettare le basi per un’edizione 2013 (la IV) ancora più ricca e avvincente”.

“Anche quest’anno – ha affermato Valeria Di Felice – gli obiettivi con i quali il Festival è sceso in campo, sono stati raggiunti. Scrittori e artisti si sono alternati su un palco, quello del Martinbook, dove protagonista è stata la parola di una cultura che si è confrontata per necessità, verità e soprattutto per vocazione. Il Festival ricentra una questione che mi sta molto a cuore: l’avvicinamento al mondo della lettura, della scrittura e dell’ascolto. I libri vanno letti, la scrittura va promossa, l’attenzione va coltivata e difesa…e il Festival è nato proprio con lo scopo di aggregare persone che credono nel valore, inestimabile, della parola come emblema della nostra civiltà”.

“Un profondo grazie – ha affermato il presidente dell’associazione Martinbook Matteo Bianchini – va all’amministrazione comunale che, sempre presente, ha creduto in questo progetto dandogli continuità, condizione vitale per continuare a farlo crescere. Un progetto, oserei dire, patrimonio di tutta la città che deve durare nel tempo e nel tempo crescere, coinvolgendo tutti”.

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