SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il day-after non placa gli animi. La vicenda relativa al vertiginoso aumento del costo dell’acqua delle docce per gli stabilimenti sambenedettesi scatena una serie di reazioni tutte indirizzate contro l’amministrazione comunale, colpevole di un incremento del 300-400% sulle bollette destinate agli chalet. Un incasso che andrebbe a coprire le spese destinate all’installazione della rete wi-fi sul lungomare, operazione questa che a detta dei diretti interessati era stata presentata come gratuita dai componenti dell’amministrazione Gaspari.

“Ne discuteremo nuovamente in giunta”, assicura l’assessore al Commercio, Fabio Urbinati, protagonista ventiquattr’ore prima di un acceso confronto con il presidente Itb, Giuseppe Ricci. In sostegno di quest’ultimo arriva Francesca Rossi, presidente dell’AssoBalneari Marche: “Non ci voleva, stiamo già registrando il calo d’afflusso turistico. E’ un rincaro che non ci aspettavamo e arriva in un momento difficile per la categoria”.

La questione tuttavia non poteva diventare politica. Durissima in tal senso la presa di posizione di Luca Vignoli: “Nella migliore delle ipotesi siamo di fronte a scarsa trasparenza da parte dell’amministrazione comunale, nella peggiore c’è la volontà di fare i furbi”, tuona l’esponente del Popolo della Libertà. “È un fatto grave, ricorda il gioco delle tre carte”.

IL PRECEDENTE DELL’ACQUA ROSSA La rabbia dei bagnini era emersa già qualche settimana fa, quando denunciarono a gran voce l’uscita di acqua rossa dalle stesse docce, capace di macchiare costumi e di lasciare un senso sgradevole al tatto. Della serie: oltre al danno, la beffa.

 

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.203 volte, 1 oggi)