TOLENTINO – “La famiglia è un collegamento con il nostro passato e un ponte verso il nostro futuro” diceva il famoso giornalista statunitense Alex Haley. Un ponte congiungente un trascorso glorioso e un avvenire che potrebbe essere altrettanto. Ieri e domani in collegamento, e il comun denominatore è il cognome: Zaini.

Pietro Zaini fu uno del calciatori più rappresentanti dell’Ascoli di Rozzi. Militò in Serie A, poi nel 2000 dopo l’esperienza nella Turris appese le scarpette al chiodo. La tradizione la continua il fratello Luigi, che dopo la gavetta come allenatore nelle giovanili dell’Ascoli e della Sambenedettese, nel giro di pochi anni è passato dalla gestione di squadre in Prima Categoria fino all’Eccellenza, col Grottammare Calcio nella scorsa stagione.

Una scelta azzeccata dal patron Furnari, giustificata dagli inaspettati risultati, che portarono la squadra rivierasca ad affermarsi come la rivelazione del campionato, terminando lo stesso al quarto posto a un passo dai Play Off, obiettivo non centrato solo all’ultima partita della stagione. Un’avventura, quella bianco-celeste, che non si concluse nel migliore dei modi per Luigi Zaini.

Adesso si volta pagina e si cambia domicilio, il Tolentino ripaga il talento dell’allenatore ascolano con un contratto da mister per l’imminente stagione, che ancora non si sa se verrà disputata in Eccellenza o in Serie D, dato che i cremisi stanno attendendo il responso del ripescaggio.

Intanto Zaini si assicura la cooperazione del suo omonimo, il fratello Pietro, che a Tolentino lo supporterà come vice allenatore. Un legame dove sangue e professione entrano in simbiosi, e che potrebbe portare all’auge l’ex idolo bianco-nero e sugli altari del calcio di maggiore responsabilità il giovane mister, adesso totalmente uscito dall’ombra del più famoso fratello maggiore.

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