MARTINSICURO – E’ Martinbook Festival a Martinsicuro fino al prossimo 21 luglio. Ogni sera nella città truentina tanti appuntamenti con la cultura, incontri con autori, dibattiti. Dopo l’Anteprima alla Torre Carlo V, stasera lunedì 16 luglio, il Festival apre ufficialmente i battenti alle 21,30 sul lungomare Europa, presso la rotonda Las Palmas. Ospiti della serata gli Amelie Tritesse, gruppo teramano che attraverso “storie parlate e cantate” presenterà il libro-cd “Cazzo ne sapete voi del rock and roll – L’Italia raccontata in dieci tracce di energico read’n’rock di provincia” (Interno 4 Records/NdA Press)”. A seguire gli autori martinsicuresi Pasquale Cucco, Andrea Buonaspeme, Loretta Tormenti, Anacleta Camaioni, Federico Nardi, Giacinto Cistola che presenteranno le proprie pubblicazioni, in una tavola rotonda con Valeria Di Felice. Le letture dei brani saranno ad opera degli attori Romina Celani e Domenico Canazza, alias Boris Bazzani.

Martedì 17 luglio la poesia è protagonista con il World Poetry Movement e la Revolutionary Poets Brigade di Roma. Alle 21,30 sul palco della rotonda i poeti Olga Campofreda, Edoardo Olmi, Marco De Cave, Angelo Zabaglio presenteranno il movimento internazionale nato a Medellin, Colombia, nel giugno 2011 su iniziativa di un comitato centrale composto da otto poeti di fama mondiale coordinato dal colombiano Fernando Rendòn.  La Revolutionary Poets Brigade di Roma nasce un anno fa in occasione di un reading di Jack Hirschman, il Poeta Rosso, in viaggio in Italia, da San Francisco. Hirschman crede fermamente nella poesia come strumento d’azione e cambiamento, sensibilizzazione sociale e presa di coscienza. Ma soprattutto crede nella forza performativa dell’atto poetico. La poesia che non va letta in silenzio, ma condivisa a gran voce.

La serata di martedì prosegue con la presentazione di “La neve in tasca” (Galaad – Duende) di Patrizia Di Donato e di “Prima Donna” (Evoè Edizioni) di Azzurra Marcozzi.

“La neve in tasca” è l’ultimo lavoro letterario di Patrizia Di Donato, un libro costituito  da una trama lineare che si specchia nelle difficoltà della vita quotidiana, dalle quali riemergono storie di donne intente a rivisitare i luoghi del dolore, della perdita, della sofferenza, della malattia e della povertà.

Azzurra Marcozzi, con “Prima donna” è alla sua prima silloge, pubblicata nel 2011. Moderatore della serata è Marco Bufo, già direttore dell’associazione On the Road di Martinsicuro e attuale team leader per l’Unione Europea di un progetto contro la tratta e le nuove schiavitù in Kossovo, dove attualmente vive.

Mercoledì 18 luglio apre la serata alle ore 21,30 l’associazione culturale Frammenti. La referente Sara Moreschini presenterà l’associazione e introdurrà ad una rassegna del Festival dei Cortometraggi “Frammenti” (edizione 2012), la manifestazione che tutti gli anni si svolge ad Appignano del Tronto. Lavoro, precarietà e diritti umani: saranno questi i temi caldi della serata. I corti che saranno proiettati offrono una chiara rappresentazione dell’articolata e spesso difficoltosa realtà contemporanea.

A seguire, ospiti d’eccezione al Martinbook Festival, la criminologa Roberta Bruzzone e l’associato di ricerca Cnr e del Lims (London Institute for Mathematical Sciences) Marco Santarelli, esperto di comunicazione interdisciplinare. I due ospiti relazioneranno sul tema “Crimini e comunicazione oggi: l’Italia è il paese della paura?”

Secondo l’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, il nostro paese è “specializzato” nella rappresentazione mediatica della paura, quella legata ai piccoli crimini comuni, come furti, truffe e aggressioni. Nei Tg, infatti, lo spazio dedicato ai crimini è 40 volte superiore a quello nelle testate tedesche, 5 o 6 volte rispetto ai francesi. In pratica la paura collegata alla criminalità minore in Italia rende di più. Anche alcuni programmi di approfondimento delle reti Rai e Mediaset sembrano aver assunto come punto focale dei loro contenuti la narrativizzazione del crimine, tra spettacolo e serialità.

Ma qual è l’equilibrio sottile che si viene a descrivere tra attori determinanti di un delitto, come la scena di un crimine, l’investigatore e il responsabile della comunicazione mediatica?

Se la scena del crimine è una forma di comunicazione, come deve essere comunicata all’esterno? Quale rapporto c’è tra l’autore del crimine e l’investigatore? E soprattutto qual è il limite o il senso del pudore che bisogna apporre, nella gestione e divulgazione delle notizie di un crimine, ai giornalisti della carta stampata e della televisione?

Queste alcune delle domande a cui risponderanno la Bruzzone e Santarelli, in un dibattito moderato dal giornalista Domenico Marocchi.

 

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