SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un parco che riserva ancora delle sorprese. Parliamo della Riserva naturale regionale Sentina, dove è stata recentemente scoperta una pianta che fino a cinquant’anni fa nasceva spontaneamente. Si tratta del limonium vulgaris, così come riconosciuto dalla studiosa Federica Cicchi, altrimenti conosciuta come lavanda di mare: una pianta diffusa negli anni Sessanta e Settanta soprattutto nella zona umida del parco.

“La presenza dell’essenza arborea è stata segnalata da Quinto Ferri e Luigina Pulcini, residenti nell’area protetta. Ripristinare questa rarissima pianta ricreando una prateria in prossimità del laghetto di acqua salmastra vicino al fiume Tronto, habitat congeniale per questa specie, potrà essere un’attrattiva per coloro che amano praticare il turismo naturalistico insieme alle attività di bird-watching”: dichiara il presidente della Riserva Sandro Rocchetti.

Ulteriori novità per la Sentina: entro la fine del mese di luglio verranno terminati i lavori per il ripristino della zona umida retrodunale che prevedono la realizzazione di due specchi d’acqua con caratteristiche morfologiche ed ecologiche diverse.

Attualmente sono stati realizzati tre laghetti, due di acqua dolce in prossimità della Torre sul porto (l’edificio del XVI secolo recentemente restaurato) per accogliere specie di avifauna (migratori e tuffatori) e uno di acqua salmastra nelle vicinanze del fiume Tronto che accoglierà trampolieri.

In corso di completamento: il consolidamento delle dune lungo l’area costiera, la realizzazione di laghetti retrodunali, settecento metri di sentieri interni alla zona protetta. Inoltre sono state sistemate, in prossimità degli specchi d’acqua, tre passerelle che potranno essere utilizzate per il bird-watching.

Il progetto, finanziato dai fondi del programma “Life+Re.S.C.We” (Restoration Sentina Costal Wetland), è stato curato dallo studio Silva srl di Bologna.

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