SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si torna a parlare dell’impianto Gas Plus. Il dibattito riguardo alla centrale di stoccaggio, viene ripreso attraverso un incontro organizzato dal comitato Ambiente e Salute nel Piceno per fare il punto circa le iniziative portate avanti negli ultimi mesi volte a contrastare la realizzazione del progetto.

Nel corso dell’assemblea cittadina, che questa volta si è svolta nei locali della parrocchia della Santissima Annunziata, è l’avvocato Corrado Canafoglia a prendere la parola per una serie di considerazioni introduttive relative alle criticità e ai rischi che l’impianto determinerebbe dal punto di vista ambientale e turistico, compreso quello della sicurezza per la salute dei cittadini, l’esempio riportato dal legale è quello dell’iter della centrale di Rivara in Emilia Romagna bloccata a seguito del sisma, e alla svalutazione degli immobili dell’intera area, quest’ultima già oggetto di un’altra azione legale intrapresa sempre da Ambiente e Salute nel Piceno attraverso un atto che raccoglie i dati catastali di ciascuna abitazione per chiedere il risarcimento danni qualora l’impianto vedesse la sua realizzazione.

Ed è proprio attraverso queste premesse che l’avvocato Canafoglia, nel corso del suo intervento, indica un’altra potenziale strada per evitare l’attuazione della centrale, ovvero quella di protocollare in Comune una dichiarazione di “autotutela” indirizzandola anche ai principali enti fra cui Provincia e Regione. In sostanza, si tratta di un documento all’interno del quale a una riunione tra i diversi comitati, tecnici del settore e amministratori per approfondire i temi e le problematiche relative alla centrale, “deve seguire – si legge nella nota – una soluzione volta alla tutela dei privati e degli interessi pubblici, compreso il rilascio di adeguate fideiussioni e polizze assicurative per tutti i danni al pubblico e ai privati”. Tradotto: tu imprenditore, in questo caso la Gas Plus, ti impegni a sottoscrivere una fideiussione bancaria che ti obbliga a risarcire me, cittadino, nel caso si verificasse un evento che metterebbe a rischio la mia salute e quella della collettività.

“Il sindaco può ancora fare qualcosa – spiega l’avvocato Canafoglia – visto che l’Unione Europea per progetti come questi, invita le amministrazioni pubbliche a improntare la propria azione di depositari e garanti della tutela sanitaria di ogni cittadino, un principio di precauzione richiamato dallo stesso ordinamento giuridico italiano che vede appunto i sindaci detentori di una prerogativa come questa. Attraverso quest’autotutela – prosegue Canafoglia – vogliamo ribadire che non siamo contro gli amministratori ma chiediamo loro di stare dalla nostra parte bloccando l’iter per la realizzazione della centrale”.

A tal proposito, nel corso dell’incontro, non sono sfuggite poi tra i partecipanti alcune perplessità circa il comportamento dell’Amministrazione che, secondo alcuni, a oggi non ha ancora assunto una posizione chiara in merito. Tra le fila del pubblico oltre a Paolo Prezzavento di Legambiente Ascoli all’incontro era presente anche l’assessore alle Politiche Ambientali Paolo Canducci il quale, è intervenuto esprimendo una sorta di rammarico per non aver almeno informato preventivamente la cittadinanza riguardo a questa vicenda.

“Resto colpito da alcuni aspetti che sono stati affrontati stasera – dichiara l’assessore Canducci – fra cui il modo di affrontare il problema con la logica dell’autotutela. Dalle considerazioni di qualche partecipante, ritengo che l’errore più grande commesso dall’Amministrazione è stato quello di non aver informato i cittadini circa il bando assegnato alla Gas Plus nel 2008. A ogni modo – prosegue Canducci – il nostro approccio è identico a quello che hanno sottolineato i relatori dell’incontro, cerchiamo di trovare delle obiezioni di tipo tecniche e l’esempio è lo studio commissionato a Terre.it che il Comune ha fatto proprio inviandolo alla Regione e al Ministero in cui le criticità evidenziate dai tecnici dell’Unicam sono state discusse nelle sede opportune. Potevamo fare di più? Intanto, l’autotutela non è stata presa in considerazione e per questo dovrà essere fatta propria dall’Amministrazione”.

Terre.itdichiara l’esponente del Movimento 5 Stelle Peppe Giorgini – ha ribadito ciò che noi dicevamo da due anni. Se questo impianto vedrà la luce, il vero problema dell’agraria insieme all’inquinamento ambientale sarà anche quello acustico visto che già imperversa a causa dell’autostrada. Negli incontri organizzati su questo tema – prosegue ironicamente Giorgini – in ogni sede ho ribadito che la centrale è attiva ventiquattro ore al giorno e nell’arco dell’intero anno e genera un rumore assordante che a lungo andare diventa insopportabile. Ma ciò che più è divertente è che siamo governati da gente che ritiene giusto vietare di bruciare legna nei camini perché sinonimo di inquinamento mentre permette uno scempio come questo”.

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