SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La movida sul lungomare continua a far discutere. Nonostante l’auto-monitoraggio attivato sabato scorso ad opera dell’Arpam, i locali di viale Trieste sono comunque finiti nel mirino di residenti e di qualche albergatore, a causa dei decibel troppo elevati.

“Rispetto al passato il rumore è stato notevolmente inferiore, ma se dobbiamo dirla tutta la musica andrebbe abbassata ancora di più”, dichiara polemico Giorgio Mancini, proprietario dell’Hotel Progresso.

Mancini però non si ferma all’analisi dei decibel e si lancia in un’accusa strutturale legata all’urbanistica sambenedettese: “Non sono tollerabili le discoteche sul mare, queste hanno delle norme stringenti. In questa città, al contrario si è permesso di farle in spiaggia, all’aperto”. Soluzione questa che avrebbe danneggiato altri imprenditori: “Gli impianti idonei, che potrebbero nascere in periferia o lontano dalle abitazioni, patiscono questa moda. O non aprono, o chiudono subito dopo aver aperto, dato che ormai la concezione è quella di trasferirsi sul lungomare. E’ un danno per il tessuto economico cittadino, la politica deve trovare delle risposte”. Del tipo? “Dovrebbero consentire di installare dei pannelli che contengano i rumori all’interno, sapendo che così gli chalet tuttavia si chiuderebbero in se stessi. L’alternativa sarebbe trasferirsi. Non ci sono altre vie”.

La Polizia Municipale dal canto suo stila un copione differente: “L’ultimo sabato la situazione è stata generalmente confortante, salvo qualche eccezione. Chi ha sgarrato dovrà adeguarsi alle norme”.

GASPARI TWITTA, PIUNTI IRONICO La vicenda infine non poteva non coinvolgere anche la politica, con la stoccata di Pasqualino Piunti nei confronti di Gaspari: “Le regole ci sono e vanno fatte rispettare, seppur non col fucile puntato. Il resto è pura accademia, o mero esercizio sui social network”. Il consigliere del Pdl fa riferimento ai tweet del sindaco: “Che bisogno c’è di spettacolarizzare la questione? Si prendano provvedimenti e basta”.

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