MARTINSICURO – 5,2 per mille per la prima casa e 9,6 per la seconda. Sono queste le aliquote Imu fissate dall’amministrazione Camaioni e discusse nell’ultimo consiglio comunale. Le detrazioni decise dall’esecutivo sono di 275 euro per le abitazioni principali di residenti che hanno compiuto il 65mo anno di età entro la fine dell’anno precedente all’anno di imposta, con il reddito della famiglia che non deve superare i 15.600 euro. La stessa detrazione verrà effettuata alle abitazioni che hanno nello stato di famiglia un portatore di handicap fisico, psicofisico o psichico con riconoscimento di invalidità al 100%. Stabiliti anche gli indici per i fabbricati rurali, 2 per mille. Per gli immobili posseduti da italiani residenti all’estero che non risultano locati e che siano gli unici immobili di proprietà nel territorio nazionale con aliquota al 6,6. Stessa aliquota per le abitazioni concesse in uso gratuito a parenti fino al primo grado.

Ogni passaggio è stato spiegato nei dettagli dall’assessore al Bilancio Stefano Ciapanna, mentre non sono mancate le critiche delle opposizioni: il capogruppo di “Cambiamo Insieme”, Andrea Buonaspeme (Pd), ha ribadito che la tassa sulla prima casa è tra le più alte della provincia di Teramo chiedendone una rimodulazione per attestarla intorno al 4 per mille, come avviene nei Comuni limitrofi. “La prima casa non ha avuto l’attenzione che meritava – ha affermato il Pd – così come non hanno avuto attenzione le attività produttive oggi in estrema difficoltà per la crisi” I Democratici hanno proposto di mantenere allo 0,4% l’Imu sulla prima casa ed eventualmente alzare, in base alle necessità, l’aliquota sulle seconde case (non affittate o date in comodato gratuito a figli distinguendo altresì negozi e capannoni). Per il Pd “l’incidenza di un abbassamento allo 0,4% dell’aliquota sulla prima casa non avrebbe di molto compromesso l’aliquota sulla seconda casa”. 

“Al di la dei dati numerici relativi all’Imu che il comune applicherà ai cittadini – ha commentato Massimo Vagnoni (Pdl) del gruppo “Progetto Comune” – ciò che preoccupa è l’assenza di qualsivoglia idea alternativa su come fornire i servizi ai cittadini incidendo il meno possibile sulle tasche degli stessi. Manca una visione di insieme, di tutte le dinamiche di entrata e di spesa, necessaria per affrontare le questioni di bilancio con serietà e prospettiva”.

“L’attuale situazione economica che vede versare in condizioni preoccupanti le aziende che operano sul territorio con conseguente perdita di posti di lavoro e ricorso alla mobilità e a alla cassa integrazione – è stata la riflessione del consigliere Alduino Tommolini di “Martin Rosa”, merita un’attenta riflessione sull’aliquota della nuova imposta che va a tassare gli immobili (capannoni, negozi, uffici, ecc.) che queste realtà utilizzano. Tassare in maniera eccessiva questi immobili significa andare a peggiorare ancora di più la situazione di queste aziende, con conseguente maggiore perdita di posti di lavoro.

A nostro avviso – ha aggiunto Tommolini – è necessario prevedere un trattamento diverso tra chi usa gli immobili aziendali esclusivamente per creare lavoro e chi invece usa questi immobili semplicemente per concederli in affitto. E’ chiaro che chi ha come sua attività quella di concedere in affitto immobili impiega pochi lavoratori, mentre la situazione è completamente diversa per chi quegli immobili li usa per farci lavorare dentro delle persone. Non ci si può poi lamentare che non si crea lavoro se in qualche modo non si fa questa distinzione. Del resto non è un mistero che oggi come oggi i posti di lavoro si creano solo nelle aziende e se non le si sostengono in questo periodo difficile ben poche speranze rimangono”.

 

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