SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’artista Genti Tavanxhiu che vive ed opera a Castorano, , che si è svolto all’interno del famoso castello del re arabo Salāh. Per l’occasione, lo scultore, ha realizzato la sua opera da un tronco di noce alto due metri, che anziché essere modellato nella parte esterna che è rimasta inalterata è stato scavato all’interno attraverso una enorme incisione a forma di losanga che attraversa tutta l’altezza del tronco creando un enorme spazio vuoto che nella parte alta sinistra si trasforma in una forma organica appuntita che lambisce la parte opposta.
La struttura interna rotondeggiante dell’opera ricorda il profilo delle cupole delle moschee ma l’elemento caratterizzante è dato dalla parte terminale a punta che nella sua ossessiva insistenza evoca la forma a cupola della veste bianca dei danzatori di Derviscio rotante, danza dal significato chiaramente cosmico astrale infatti i dervisci ruotano intorno al proprio asse come i pianeti del cosmo intorno al sole.

Lo scultore, nel suo processo creativo ha seguito la stessa logica del Derviscio, il suo scalpello ha prima inciso il legno quindi ha proceduto al progressivo svuotamento del tronco rendendolo quasi trasparente cioè immateriale. Dentro questo spazio vuoto, l’artista, ha spostato l’asse e la direzione dello sguardo dell’osservatore verso l’alto, ha ricavato una zona di ombra che accoglie la struttura interna a punta collocandola in uno spazio inviolato quasi inaccessibile che cattura l’attenzione e crea il centro di gravità di tutta l’opera. All’interno della forma losangata, la luce penetra creando lunghe e sinuose ombre che richiamano le dune del deserto e la forma di una grande clessidra in cui il fluire del tempo è scandito dalla luce forte del sole che genera il progressivo e lento svuotamento della struttura ed il passaggio dal mondo materiale a quello spirituale.

In questa opera possiamo percepire la sensibilità estetica e plastica dell’artista, che stimolato da un ambiente pervaso di riferimenti artistici tipici della cultura islamica, ha saputo interpretarli in chiave moderna in una sintesi plastica di carattere astratto-simbolico.

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