Cupra Maritttima – Alessandro Mattioli è un attaccante che qualcuno definirebbe moderno. Può giocare come prima punta e come esterno offensivo, è forte fisicamente, veloce, e ha grandi colpi. Sfrontato ed eccessivo in campo, fuori è un pezzo di pane. Capace di grandi gol e grandi errori, di grandi sacrifici e sciocchi individualismi. Insomma, è un ragazzo di vent´anni, con i pregi e i difetti che questa età porta.

Mattioli, classe ´91, professione attaccante. Nonostante tu sia uno dei più giovani sei già una certezza: 12 gol quest´anno. Ti aspettavi di più dalla tua stagione? 
Forse sì. Però alla fine sono contento lo stesso perché abbiamo raggiunto l´obiettivo salvezza. Avessi fatto più gol potevamo puntare ai play off…Sarà per la prossima.

La mancata preparazione estiva ha pesato? 
Eh, ne ho risentito… Purtroppo venivo da un infortunio alla caviglia e ho dovuto saltare la preparazione.

Con l´arrivo di Fanesi avevi paura di perdere il posto?
Guarda all´inizio un po´ di timore lo avevo.  Ma mi è passato subito. Al primo allenamento insieme Max, dopo avermi passato un pallone davanti alla porta, mi disse: “io in questa posizione te la passo la palla. Io ho fatto il giocatore, adesso sta a te”. E lì ho capito subito che era una persone speciale. E mi sono trovato benissimo con lui.

Io e te ci conosciamo da tanto ma non ti avevo mai visto cosi maturo. Sei migliorato molto. A cosa devi questa crescita? 
Sono uno che non molla mai, quando credo su una cosa cerco sempre di migliorarmi. Sicuramente il merito e anche di chi ha creduto in me.

Quest´anno hai potuto contare sulla fiducia di tutta la squadra e la società. C´è qualcuno che vorresti ringraziare? 
Non fosse stato per il presidente (Giovanni Pagliarini ndr) sicuramente non ero qui a fare questa intervista…

Passiamo al campo. Hai giocato (e segnato) sia come esterno offensivo che come prima punta, dove ti trovi meglio?
Mi trovo bene come prima punta, però per la squadra posso adattarmi anche come esterno…

Facciamo una scheda tecnica: forte fisicamente, veloce e capace di grandi gol. Eppure, oltre ad eurogol come quelli a Montottone e a Porto Potenza, fai anche brutti errori sotto porta. Come te lo spieghi?
Mah, magari sono dovuti alla mia somaraggine… 

Qualche tempo fa mi avevi detto che tu lotti sempre per il massimo. Che ambizioni hai nel prossimo futuro? 
Non lo so… sicuramente non mi pongo limiti.

Tra tutti gli attaccanti, tu a chi ti ispiri? 
So che molti amano giocatori come Messi e Ronaldo, ma io mi ispiro a Inzaghi… unico.

Quest´anno hai giocato in situazioni ambientali difficili rispondendo alla grande con gol e belle giocate (Porto Potenza, Montottone, Ripatransone…). Essere sotto pressione ti aiuta?
Sì abbastanza…

Qual è stato l´allenatore più importante per te?
Sono tutti importanti, ma Clerici quest´anno mi ha aiutato moltissimo. E´ anche grazie a lui se sono maturato tanto.

Mi scrivi la tua formazione del cuore?
Buffon, Thuram Cannavaro Thiago Silva Lamh, Pirlo Vidal Marchisio, Iniesta Messi Drogba.

I tuoi amici ti chiamano “bombardiè”. Hai altri soprannomi? 
No, no… Uno basta! (sorride ndr.). Solo bombardiè.

Come sei fuori dal campo? 
Sono un compagnone… sono molto legato ai miei amici.

Quanto sono importanti queste persone per te?
Tantissimo… senza di loro sarebbe tutto più difficile

Dove ti vedi fra 5 anni?
A Cuba… 

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