GROTTAMMARE – Alcune delle più belle città d’arte italiane ricche di monumenti storici ha inserito la Tassa di Soggiorno già da alcuni anni. Parliamo di una tassa che grava sul turista e sul periodo di pernottamenti che compie nella città prescelta. La storia conferma la sua prima apparizione nel 1910 ( 11 dicembre 1910: n. 863, che dà facoltà ai Comuni di istituire una tassa di soggiorno, Gazzetta Ufficiale del 20 dicembre 1910, n. 294) quando a capo dello stivale c’era il Re d’Italia Vittorio Emanuele III.

L’imposta ora  ha sposato anche alcune località marittime delle coste italiane, tra queste Grottammare. E mentre la vicina San Benedetto del Tronto investe sulla Sea card per il turista, Grottammare cosa fa?

Abbiamo intervistato l’imprenditore e presidente dell’associazione Operatori Turistici, Umberto Scartozzi.

A breve la nuova tassa sarà applicata. A Grottammare si parte dal 1° di luglio. Cosa può dirci?

Vi prego di definire nel giusto modo questa bed tax. Questa è la tassa Merli-Sorge, ovvero i più accaniti sostenitori per l’applicazione del “balzello”. Smettiamola di nasconderci, di piangere sul latte versato e giustificarsi con la scuse di avere alla fine dell’anno un bilancio corretto. La cosa ancora più scandalosa, che è bene che tutti sappiano è che ai piani alti si è deciso di rendere esente l’area di sosta. Ne ho parlato di questo al nuovo assessore al Turismo Simone Splendiani, dicendogli  che la decisione di non tassare le piazzole di sosta è assurda.  Si assumeranno loro stessi la responsabilità di un’applicazione, per quanto mi riguarda, illegittima.

Come presenterete la tassa al turista?

“Che cosa dovremmo dire al turista che viene a Grottammare? Ok, l’amministrazione comunale ha imposto una tassa da pagare per chi pernotta a Grottammare in estate. Bene, ma perché il turista deve pagare una tassa? In cambio il Comune cosa darebbe quest’anno – si parla sempre di periodo estivo riferito all’anno 2012 – al turista?. È il Comune che si deve assumere la responsabilità di preparare e comunicare a tutti le imprese alberghiere, una lettera dove spiega di cosa si tratta, e i motivi per cui è stata messa in vigore, e non deve essere rivolta a noi ma a chi qui ci viene in vacanza e fa girare l’economia. Deve essere firmata da sindaco e assessori e deve esserci scritto dettagliatamente cosa avrà in cambio il turista visto che sborserà dei soldi (ricordiamo che è in vigore dal 1° luglio al 31 agosto ndr). È chiaro anche che il comune debba fare qualcosa di più per i turisti che saranno qui a luglio, visto che quelli di giugno la tassa non la pagano. La lettera per loro deve essere un obbligo”.

E se qualche vacanziere si rifiutasse di pagare?

“C’è un modulo di omesso versamento che va presentato al cliente per correttezza e trasparenza. Il turista può rifiutarsi di pagare la tassa firmando. Gli albergatori non sono sostituti d’imposta”.
Il presidente Aot poi prosegue ricordando un intervento dell’ex assessore al Turismo Enrico Piergallini, durante la presentazione del calendario eventi 2010: “Sul libretto del calendario comunale eventi estate, non dimenticherò mai cosa c’era scritto. Si parlava del turista non più come un ospite ma come un residente della città”.

Ed ora?

“Ora gli facciamo pagare una tassa per stare qui, una bella falsità no? Oltre alla Sacra del 1° luglio cosa si farà? A san Benedetto del Tronto c’è la Sea Card, da noi? Il vuoto assoluto.

Scartozzi conclude con una previsione per l’estate appena iniziata: “Fra tassa, terremoto e crisi, l turismo vacilla da noi quest’estate”.

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