CUPRA MARITTIMA– L’amministrazione comunale vuole rendere omaggio dedicando e intitolando alcune vie o spazi della cittadina, che sono rimasti senza nome, a persone che si sono sacrificate per la libertà e la giustizia o rimasti affascinati da Cupra Marrittima e adottandola come terra propria. Eccone alcuni esempi.

Torsten Bergmark illustre pittore svedese che la scelse come luogo ideale di ispirazione, costruendo la sua casetta in riva al mare. Proprio il tratto di lungomare antistante la sua ex casa sarà a lui dedicato e si chiamerà “Viale Torsten Bergmark”.

Per l’occasione il 15 giugno si terrà una piccola cerimonia alla quale parteciperanno anche i suoi parenti e amici dalla Svezia e sarà anche presentato un volume contenente le opere di Bergmark ispirate a Cupra.
Il 13 ottobre dell’anno 304 invece,  nei pressi dell’antica Civita di Cupra, sul ponte del torrente Menocchia fu martirizzato San Benedetto, un soldato dell’esercito imperiale di stanza a Cupra, convertitosi al cristianesimo durante il servizio militare.

Questo luogo cuprense dunque, caro ai marinai e ai pescatori del nostro litorale, prenderà il nome di Parco San Benedetto Martire.

Altro importante personaggio storico è il conte Giovanni Vinci, ricordato ancora dai suoi contadini per la sua rettezza e per la generosità che lo hanno contraddistinto. Un suo mezzadro infatti lo ricorda così: “Vinci ci ha dato la possibilità di avere una casa e una terra da lavorare, posso definirlo un vero signore”.

La via che l’amministrazione ha pensato di dedicare a lui è quella che dall’abitazione di Iobbi Mario arriva fino all’abitazione di Iobbi Luciano, compresa anche la derivazione che passa sotto il ponte dell’autostrada e arriva fino a Villa Vinci.

Anche al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa sarà dedicata una via. Dalla Chiesa, carabiniere dal 1942, ebbe come primo incarico quello di comandare la caserma di San Benedetto del Tronto dove rimase fino al giorno dell’armistizio, 8 settembre 1943. Per non aver voluto collaborare alla caccia ai partigiani venne inserito nella lista nera dai nazisti ma riesce sempre a fuggire prima che questi riescano a catturarlo.

Entrò nella Resistenza e operò nelle Marche, in particolare nella zona di San Benedetto dove organizzò gruppi per fronteggiare i tedeschi. Nella sua lunga carriera si distinse inoltre nella lotta al terrorismo e alla mafia. Nel 1982 viene anche nominato dal Consiglio dei Ministri Prefetto di Palermo. Proprio a Palermo, il 3 settembre 1982 venne ucciso insieme alla sua giovane moglie Emanuela Setti Carraro. La via a lui dedicata sarà quella che da Contrada Boccabianca va verso l’Onarmo.

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