Riceviamo e pubblichiamo da Sergio Spina, ex presidente della Samb:

Cari tifosi,

da alcuni mesi leggo sui giornali (in particolare sul Corriere Adriatico) giudizi negativi nei miei confronti, espressi dagli attuali amministratori della U.S. Sambenedettese 2009, “riportati fedelmente”, secondo cui io sarei il colpevole (insieme al Comune) di tutti i mali che oggi affligono la Società. Per quanto riguarda il Comune non spetta a me entrare nel merito della questione, ma per quanto riguarda le accuse che sono state a me rivolte, è arrivato il momento di fare un po’ di chiarezza. Alla Samb ho dato, da tifoso (e non me ne pento) tutto quanto era nelle mie possibilità e forse anche di più. Ho dedicato alla Samb tanto del mio tempo, del mio denaro e del mio entusiasmo e non posso permettere che, ora, qualcuno infanghi la mia dignità e l’amore che ho portato e continuo a portare per la Samb.

Si parla soltanto di mie presunte pendenze economiche nei confronti della Società ma nulla si dice di quello che ho fatto e ho regalato in questi anni alla Samb e alla citta di San Benedetto del Tronto. Ecco una breve sintesi:

1) ANNO 2006

Era Soldini.   Alloggi,vitto, rimborsi e trasferte, insieme a pochi a carico mio, e soprattutto grazie a Remo, al bomber e a Gigi, si arrivò a quel fantastico Samb-Lumezzane 4-0.

2) ANNO 2009

La Samb dei Tormenti in crisi, ultimi in classifica, l’arrivo di Rumignani e 7000 persone allo stadio, fino a Lecco. La Samb con le disavventure personali dei fratelli, la Samb rischia di ripartire dalla terza categoria e se non era per “tre deficienti innamorati della Samb“,quella sarebbe stata la fine, perché a San Benedetto si usa battersi il petto per la Samb, ma poi quando si deve tirar fuori l’euro, tutti scappano. Io non scappai, anzi. La US Samb ha disputato le finali play off, seppur in una categoria che l’80% dei tifosi non meritano, per i sacrifici miei nei due anni passati, insieme a Roberto e Claudio.

So perfettamente che, nel calcio, la riconoscenza non esiste, basta che si cambia padrone e tutti o quasi i cavalli cambiano scuderia. Mi addolora vedere che gente che ho difeso contro tutto e tutti, compresi gli stessi che oggi idolatra, quando i tifosi volevano tirargli i cancelli addosso (l’identikit sembrerebbe di Spadoni. Ndd), oggi nemmeno mi saluta, oppure non ci si ricorda che, in tempi non sospetti, ovvero in C1, fui io a chiedere di diventare allenatore a colui che oggi è alla guida (ottimamente tra l’altro) della nostra ben amata.

3) STADIO

Nel 2010, per poter meglio finanziare la Samb, ho sviluppato insieme ad altri il progetto di realizzazione di un impianto fotovoltaico sul tetto dello stadio e, nell’occasione, poichè il decreto Pisanu (in caso di promozione nel calcio professionistico) richiedeva l’esecuzione di opere che il Comune non era in grado di finanziare, mi sono accollato anche tali oneri, versando in favore della R.D.P. (società che aveva commissionato tutti i lavori) un primo importo di euro 1.500.000,00 (regalandole il corrispettivo della vendita di 6 autorizzazioni di impianti fotovoltaici di mia proprietà).

Successivamente, dopo che erano già stati eseguiti gran parte dei lavori dello stadio, sono  intervenuti problemi burocratici che hanno aggravato pesantemente i preventivati costi, con la conseguenza che i proprietari della R.D.P. dall’oggi al domani sono scomparsi. A quel punto, insieme ad altri, ho rilevato la R.D.P. per non far naufragare tutto il progetto, pensando che con ulteriori sforzi economici avremmo potuto coprire questi costi sopravvenuti – come detto – per cause burocratiche. Sono stati allora pagati altri 600.000,00 euro circa ai fornitori ma, poi, a causa dell’emissione del decreto Romani (che ha drasticamente e gravemente ridotto la possibilità di vendere ulteriori autorizzazioni per impianti fotovoltaici in nostro possesso) non abbiamo potuto saldare quanto dovuto ai fornitori.

In buona sostanza:

– io principalmente (ma comunque insieme ad altri) ho esborsato un’enorme quantità di denaro;

come R.D.P. sono ancora debitore nei confronti dei fornitori di quanto dovuto a saldo;

– a fronte di tutto ciò non ho nulla, ma solo il pensiero di come fare per poter regalare alla Samb e ai sambenedettesi uno stadio che  è, e diventarlo sempre di più, il nostro vanto.

Non voglio particolari ringraziamenti per quanto ho fatto, ma pretendo che, almeno, non mi venga gettato addosso fango tramite la solita testata giornalistica.

Colgo l’occasione per invitare tutte le parti interessate che tengono a cuore la Samb e la città i San Benedetto, ma soprattutto Claudio e Roberto, a un tavolo comune per cercare di risolvere tutti insieme la questione e fare tutti insieme un ultimo sforzo per completare il progetto di uno stadio da tutti invidiato e che può servire alla Samb per campionati migliori e alla città per un rilancio turistico. Per il resto, laviamo i panni in casa, i tifosi sono stanchi di polemiche che servono solo a far vendere qualche copia in più.

Forza Samb

IL DIRETTORE RISPONDE

Mi sembra una lettera aperta ricca di buoni propositi che è la cosa più importante che oggi vogliono gli sportivi rossoblu. Per le questioni debitorie, delle quali Spina non ha negato la propria responsabilità, seppur definendole presunte ha lasciato intendere che non si tirerà indietro ma anche che lui non può essere il capro espiatorio dell’attuale situazione. Lo ha fatto ricordando tutti i suoi interventi economici a favore dei colori rossoblu, ancor prima di diventare presidente. Ricordi, compresi alcuni “tradimenti”, che credo nessuno possa oggi mettere in discussione. Come credo che si debba avere un pizzico di comprensione per chi attraversa un momento di difficoltà. Specialmente per chi, nella sua vita, ha sempre dimostrato altruismo e disponibilità (economica e morale) verso gli altri. Se tra tutti coloro che lo hanno conosciuto e frequentato (io sono uno di loro) c’è qualcuno che non gli riconosce le appena citate caratteristiche, è pregato di farcelo presente con propri commenti, o con e mail se vuole mantenere l’anonimato. Nell’augurarmi che la presente lettera aperta possa essere utile alla causa rossoblu, ringrazio l’ex presidente per la possibilità che ci ha dato e che ci rende orgogliosi perché ritiene, evidentemente, che stiamo lavorando bene per la città tutta. Ora ci aspettiamo la versione del Comune che, finora, ci è stata riferita solo a voce.

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