MARTINSICURO – Quattro anni di indagine, 19 condanne e adesso una sentenza del tribunale della Corte d’assise d’appello di L’Aquila che farà giurisprudenza: 17 donne nigeriane costrette a prostituirsi tra Marche e Abruzzo, sulla “Bonifica del Tronto”, si sono viste riconoscere, come risarcimento compensativo, una provvisionale immediata di 50mila euro. L’operazione Sahel, avviata nel 2007 dai Carabinieri del Ros di L’Aquila, si conclude dunque con un risultato che apre un nuovo scenario: il riconoscimento del diritto al risarcimento del danno per le vittime della tratta di esseri umani. La sentenza prevede infatti che la confisca dei beni sequestrati vada a beneficio delle vittime e delle associazioni che si sono costituite a loro sostegno (On the Road Onlus e Coop Be Free) anziché a beneficio dello stato.

Il nostro ufficio legale lavora su tema del risarcimento del danno con determinazione – commenta il presidente dell’associazione On the Road Onlus  – perché siamo convinti che la direttiva europea n. 36 del 2011 possa e debba trovare piena applicazione. Conosciamo bene il dolore di tante giovani donne costrette alla prostituzione da criminali senza scrupoli o di uomini stranieri sfruttati sul lavoro talvolta fino alla riduzione in schiavitù: il risarcimento del danno deve essere un diritto pienamente praticabile”.

Non ha visto l’esito positivo della sua denuncia la giovane Lilian Solomon, deceduta nell’ottobre scorso per un linfoma non curato in tempo proprio perché gli sfruttatori condannati a L’Aquila glielo impedivano. La sua storia, raccontata nel documentario di Raitre “Schiavi” di Giuseppe Laganà, ha avuto un esito drammatico ma per un lungo tratto è stata simile a quella delle ragazze che beneficeranno del risarcimento. Gli elementi comuni sono stati il miraggio di un lavoro in Europa che mettesse fine alla povertà della famiglia in Nigeria, un rito voodoo per sancire l’impegno di pagare decine di migliaia di euro agli sfruttatori, le minacce, la violenza, la paura ma anche la disperata speranza di riuscire ad uscirne e a ricominciare a vivere liberamente.

Sul risarcimento del danno in favore delle vittime di tratta l’associazione On the Road intende coinvolgere anche il legislatore nazionale, come spiega Vincenzo Castelli: “Stiamo coordinando il lavoro in Italia di un progetto europeo proprio su questo tema, (progetto CompAct) ,  e la prossima settimana abbiamo in calendario un incontro tra operatori della giustizia e del sociale presso lo studio legale Hogan Lovells a Roma per definire una proposta di legge sulla compensation.

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