Sono sempre più convinto che, giunti nella fase conclusiva della vita, sia opportuno non tanto un buen retiro, ma un distacco ragionato. Mettere a propria disposizione l’esperienza e diventare (o provarci…) padri nobili, lasciando ai figli il diritto di disputarsi il presente.

Berlusconi invece riusa il suo solito insopportabile slang da Bagaglino.

Ma sa che ha vita facile con la stampa italiana, mentre a sua volta la stampa avversa si crogiola di avere vita facile di fronte a tanta itaglianitudine.

Un, due: analisi azzerate, con gran sollievo di ambo le (moribonde) parti. A destra non si sa proprio cosa dire, e se lo dice Berlusconi almeno va in prima pagina. Gli altri, invece, demoliscono con facilità: mica è Monti, Draghi o Merkel, che per demolire devi spiegare il Grande Inganno. Lui è Bagaglino, fa ridere.

Ma chi se ne frega, cari giornalisti dell’Unità, se l’eurozona si sta disintegrando? Quali sono le soluzioni in campo? Più tasse e taglio delle spese? Come ci salviamo? Vogliamo fare come i giapponesi che continuano la guerra dopo che è già finita?

Ma chi se ne frega, se “la ratifica del fiscal compact – Esm alle condizioni odierne è semplicemente una garanzia per la Germania, che controllando le nostre politiche fiscali potrà ottenere gli euro che le sono dovuti. Questa non è l’Europa che vogliamo e non credo nemmeno il sogno europeo dei padri fondatori. Questo è il disegno di un continente dominato da una nazione che sfrutta l’impoverimento delle altre a suo vantaggio. Bassi salari e costi del lavoro ridotti uniti ad una eccellente logistica (dalla Germania la Cina è più lontana dell’Italia…). Per non parlare della possibilità di acquistare a prezzi di saldo asset e brand importanti“.

Ma via, rimettiamoci a ridere col Bagaglino, e via.

E adesso non si aspetta altro che sostituire il vecchietto mister B. con Beppe Grillo, per cianciare di “vaffanculi” giorno e notte mentre l’Italia va a fuoco.

 

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