GROTTAMMARE – La politica di Grottammare affida un suo scambio alle pagine di Riviera Oggi. La diatriba provocata dall’assenza della gara dei nuovi comici, nella prossima edizione di “Cabaret amoremio!”, continua con un tête-à-tête tra Filippo Olivieri ed Enrico Piergallini.

Il consigliere di minoranza aveva commentato il 31 maggio scorso l’articolo di risposta dell’assessore alla Cultura alle polemiche lanciate proprio da Olivieri sul festival estivo:

“Carissimo Enrico, è con delusione che leggo le tue dichiarazioni rilasciate alla stampa in risposta ad un mio pensiero sul Cabaret Amoremio. Ho sempre parlato di Cabaret, tra le righe del comunicato inviato alle redazioni, e non ho mai citato o attaccato personalmente te né in maniera diretta né ironicamente. È spiacevole parlare pubblicamente di un evento, criticare ciò che, per opinione personale manca, evidenziare contraddizioni a mio avviso politiche e vedersi rispondere con un comunicato stampa in cui la prima riga suona come un attacco personale.

C’è un palese disquilibrio in tutto ciò e, evidentemente, la cosa non è piacevole. Non risponderò a certi attacchi che sono molto più “elettorali” delle mie parole. Sono deluso perché sei sceso ad un livello che sinceramente potevo aspettarmi da altri, ma non da te, almeno per come ti ho visto fino ad oggi. Sarò un ingenuo, ma mi sforzo di essere corretto e mi aspetto correttezza dall’altra parte. Mi auguro ad ogni modo che se davvero dovesse esserci una campagna elettorale da fare per me (e la cosa non è poi così scontata come forse negli ambienti della maggioranza si ritiene), non debba più assistere ad arroganti e poco eleganti coinvolgimenti personali in risposta a riflessioni di carattere sociale e politico.

Io parlo di scelte e di condotte politiche di un’amministrazione, tu mi dai del superficiale e ironizzi invitandomi a dormire sonni tranquilli aggirando le mie riflessioni e seguendo un classico copione in base al quale la miglior difesa è l’attacco. Io continuerò ad esprimermi sulle varie situazioni della nostra città dando il mio punto di vista e riconoscendo meriti e demeriti. Ovviamente in base al mio personale giudizio che non vuole assolutamente essere un dogma. Non credo proprio di incarnare la verità assoluta. Evita di farlo anche tu”.

Piergallini nella serata dello stesso giorno ha inviato alla nostra redazione una mail di risposta ad Olivieri.  Riportiamo anche questa fedelmente:

“Ti confesso che sono molto sorpreso dalla tua lettera, nella quale assumi la postura dell’offeso che in questa situazione non ti è proprio congeniale. Ma procediamo con ordine: negli ultimi mesi attraverso la stampa sei intervenuto su moltissime questioni, criticando (perché, al di là degli eufemismi che usi nel tuo testo, di critiche si tratta) l’operato dell’Amministrazione che, ti ricordo, non è un’entità astratta, ma è fatta di persone, come me, che compiono scelte e realizzano progetti. Ebbene, a tutti i tuoi interventi nessuno ha mai risposto, scegliendo di porgerti l’altra guancia, incassando tutte le tue critiche, anche quelle più irritanti – come ad esempio le tue “osservazioni” sul progetto dell’album di figurine dell’associazionismo grottammarese, bellissimo e invidiabile (appunto).

Puoi immaginare allora il mio stato d’animo di fronte al tuo comunicato sul Cabaret. In questo caso ho ritenuto necessario risponderti, definendo “superficiale” il tuo intervento per una semplice ragione: perché non è documentato e ragionato. Non ti sei affatto domandato quali potessero essere state le condizioni di partenza in base alle quali io e l’Amministrazione abbiamo scelto di rinviare il concorso per nuovi comici al 2013, realizzando per quest’anno un’edizione diversa. Nelle tue “osservazioni” ti sei limitato a definire contraddittorie le mie scelte e quelle del sindaco Merli.

Il sospetto, inoltre, che il tuo intervento abbia avuto tra le finalità quella di ottenere visibilità politica è motivato dal fatto che lo hai inviato ai giornali, che lo hanno pubblicato a tuo nome, con la tua foto. Se avessi avuto dei dubbi, avresti potuto prima documentarti, informandoti, adempiendo al tuo ruolo di consigliere comunale, domandandoci quali valutazioni presiedessero alle nostre scelte. L’ironia che hai colto nel testo, poi, non è altro che la sublimazione della rabbia: quella che avrebbe colto chiunque, anche la persona più mite (ed io sono tra queste), leggendo delle critiche immotivate ad un progetto che segue da un anno, con fatica e passione, superando ostacoli e risolvendo problemi; critiche mosse da chi di questo progetto conosce poco o nulla. Sono deluso anch’io dal tuo comportamento: conoscendoti come persona attenta, avrei preferito che prima ti fossi confrontato con me, per comprendere nel dettaglio tutte le questioni.

Detto questo, evitiamo di fare la figura degli innamorati che litigano. Se rileggi il mio comunicato, non troverai alcuna supponenza nelle mie parole, né tantomeno offese personali. Tutto rimane a livello del civilissimo dibattito politico. Le mie buone intenzioni te le dimostra questa lettera: non ero tenuto a giustificarmi, perché non ho fatto nulla di sbagliato nei tuoi confronti, eppure ho preferito scriverti, affinché tutto fosse più chiaro tra di noi. Per quanto mi riguarda, infine, ti garantisco che non me la sono presa per il tentativo, presente nella tua lettera, di farmi apparire come il tuo carnefice. Personalmente non ne ho le caratteristiche e tu di certo non sei una vittima. Un caro saluto”.

 

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