Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta del nostro lettore Mario Bubici.

Gentilissima redazione di Riviera Oggi

Avrei il piacere di segnalarvi la storia di comune efficienza che sto vivendo  all’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto e vorrei rendere grazie dell’eccellente lavoro che quotidianamente, con discrezione e professionalità, il reparto di chirurgia esegue con costante dedizione.

L’episodio che vi voglio segnalare parte da Lunedì 21 Maggio. Mio figlio, Nazario Emanuele di 6 anni e mezzo, da circa 8  giorni accusa un fastidioso mal di pancia, diarrea e nausea (si pensava fosse un virus intestinale). Lo stesso giorno mi reco dal pediatra per farlo visitare, visto la persistenza dei sintomi sopra descritti e verso le ore 13:30 di Lunedì, appena il pediatra lo fa stendere sul lettino e si rende immediatamente conto che si tratta di appendicite.

Mi dispone di recarmi urgentemente al pronto soccorso. Dopo circa 10 minuti (abitiamo a Grottammare) arriviamo al Pronto soccorso e in meno di 10 minuti vengono eseguite analisi del sangue con relativo referto, ecografia e visita generale che danno come risultato appendicite. Trascorsi 5 minuti ci ritroviamo nel reparto di chirurgia per svolgere le pratiche propedeutiche all’intervento. Con perizia e professionalità viene esaminato in ogni dettaglio. Alle ore 15:30, dopo sole due ore dalla visita del pediatra, mio figlio entra in sala operatoria e purtroppo ci resta per circa 3 ore e mezza. Non si trattava di una semplice appendicite ma di peritonite in stato abbastanza avanzato.

Vista la gravità della situazione, il primario del reparto, Dottor Sequini, interviene personalmente in sala operatoria e conduce l’operazione. All’uscita ci rappresenta la complessità dell’intervento e ci illustra la degenza e le azioni successive da intraprendere. Le sue indicazioni sono molto chiare, professionali e precise ma soprattutto il Dottore è stato molto umano e comprensibile nei nostri confronti capendo la nostra situazione di genitori, al punto di immedesimarsi nella nostra condizione di genitori che vedono la persona a noi piu’ cara in pericolo.

I successivi sette  giorni dopo l’operazione hanno sbalordito me e mia moglie per l’umanità e la perizia con cui il Primario e tutti i suoi collaboratori hanno seguito l’evolversi della situazione di mio figlio. Quasi ogni giorno il Dottor Sequini,  oltre a visitarlo nelle ore previste di visita ordinarie, passava in tarda serata, prima di andare via a casa, per verificare le condizioni di mio figlio. Delle volte io e mia moglie abbiamo l’impressione che nostro figlio è stato adottato dall’Intero reparto. Un’altra cosa che ci ha impressionato è stata la gentilezza, la professionalità, la disponibilità e la simpatia di tutto il personale infermieristico, che con dedizione è stato sempre disponibile ad esaudire ogni richiesta e cosa molto importante ed  encomiabile, sempre con il sorriso sulle labbra. Ci sono veramente vicini , anche nei momenti piu’ difficili. In pratica fanno a gara per  regalare un sorriso a mio figlio e addirittura gli portano a turno un pensierino quando tornano da casa. Senza dubbi possiamo affermare che lo hanno adottato e quando mio figlio fa un progresso, tipo se si alza per fare dei passi , tutti, medici ed infermier i esultano di gioia insieme a noi.

Io, mia moglie e mio figlio gli vogliamo dire un grazie grandissimo. Bene, vi ho voluto rappresentare questa vicenda, che ancora si evolve in questi giorni, perché ritengo giusto che venga reso merito a chi con professionalità, dedizione e vocazione, svolge un lavoro duro ed impegnativo ed non ho dubbi ad affermare che non lo fanno solo per un compenso economico ma, ne sono certo, lo fa con amore e lo fanno vedere in modo di “eccellente”. Per questo motivo penso e che debba avere la stessa risonanza mediatica di un caso di mala sanità e deve essere reso merito a queste eccezionali persone che con il sorriso sulle labbra affrontano quotidiane difficoltà e aiutano con professionalità e perizia a recuperare il sorriso delle persone rimettendole in salute.

Vorrei pure rappresentare, che il reparto di chirurgia avrebbe bisogno di una tv, in quanto quella reparto si vede malissimo (non si distinguono i colori), quindi non so se sia possibile, ma magari se qualcuno ha un televisore da buttare perché ne ha acquistato uno nuovo, prima di buttarlo provi a vedere se riesce a fare una donazione al reparto.

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