SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Il Ballarin è e deve restare un’area pubblica”: Roberto Brancaccio, portavoce del Comitato Ballarin, che due anni fa presentò un’idea progettuale riguardante il vecchio stadio di San Benedetto, ha le idee chiare circa le ipotesi che circolano in questi giorni relativamente all’abbattimento e alla riqualificazione dell’ex “Fossa dei Leoni”.

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“Sì, presentammo il nostro progetto, l’Onda per il Ballarin, che tale è: un progetto. Su un punto, supportati anche dal comitato di quartiere San Filippo Neri, restiamo fermi: l’area deve rimanere pubblica”. Brancaccio non si oppone certamente al project financing che potrebbe coinvolgere la ditta Santarelli: “Si tratta di uno strumento che potrebbe essere buono, ma tutto dipende dalla finalità”.

L’idea iniziale del Comitato era quella di mantenere la curva sud, riqualificarla e adoperarla per un’arena all’aperto. Poi si è pensato di creare delle soluzioni più flessibili, di verde pubblico attrezzato, e impiegare gli spazi coperti per realizzare un Museo cittadino della Samb e dello sport sambenedettese, cosa tra l’altro ricordata domenica durante Samb-Legnago con uno striscione dei tifosi.

“Quello è il luogo ideale per non perdere la memoria di San Benedetto e della sua squadra: luogo dove, nel bene e nel male, si sono vissute le pagine più belle e tragiche di questa città – conclude Brancaccio – Chiediamo che venga fatta una scelta di buon senso, che significa arrivare alla decisione finale ascoltando tutti i cittadini, nessuno escluso, in modo da poter arrivare alla soluzione ottimale”.

 

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