RIPATRANSONE – Fu la Tenuta Cocci Grifoni a riportare sulla tavola dei piceni sapori ormai dimenticati. Quando il mercato del vino italiano era preda di un’esterofilia, il capostipite Guido Cocci Grifoni affinava infatti la sua ricerca sui vitigni autoctoni piceni sperimentando con lungimiranza il Pecorino, vitigno a bacca bianca che rischiava di andare perduto e che poi ha ricevuto la Doc nel 2001. Valorizzava un altro vitigno autoctono, la Passerina, declinandola per primo come Spumante.

Da lì in poi il vino delle nostre zone è divenuto un connubio di tradizione e di futuro, di ragione e di emozione.

La Cantina Cocci Grifoni di Ripatransone ha mostrato al pubblico la propria storia e i propri tesori il 26 maggio scorso per festeggiare la rinnovata sede aziendale in Contrada Messieri 12 a San Savino, curata dall‘architetto Sandro Mariani e dal paesaggista Lucio Piunti.

Una giornata di visite guidate alle cantine e ai vigneti, musica e convivialità e ovviamente di degustazioni, a partire da “Le Torri Rosso Piceno Superiore Doc”. Fu infatti questo il vino del debutto per la Tenuta Cocci Grifoni. I frutti della vendemmia 1969 divennero poi nel 1970 un’etichetta sontuosa che ancora oggi esalta trionfi di selvaggina e carne bovina marchigiana, lasciando sul palato tutto il sapore del Piceno.

La Tenuta fu la prima ad imbottigliare la Doc Superiore segnando in questa maniera il prologo di una storia sempre in anticipo sui tempi, fatta di intuizioni, riscoperte, ricerca enologica continuata da Marilena e Paola Cocci Grifoni sotto l’egida della madre Diana Marchetti, dopo la morte nel 2010 del padre Guido.  Tutto ciò ha attirato l’attenzione del Corriere della Sera.

Nella rubrica “Scorribande”, ripercorrendo l’avventura dei Cocci Grifoni, il giornalista Roberto Perrone scrive: “Del Pecorino mi piace il nome (che ricorda un formaggio, ah le debolezze) ma il gusto è meglio. Ecco quello marchigiano, il Colle Vecchio Offida Doc”. (leggi articolo)

(Dalla Tenuta  lo sguardo della prestigiosa firma si è posato su Ascoli, Offida, sullaRiviera delle Palme, sulla Riserva della Sentina, citando ricchezze architettoniche, peculiarità come il merletto, delizie come i “funghetti offidani” e la frittura di paranza. Tra i locali di San Benedetto citati la Degusteria del Gigante di Sigismondo Gaetani, Olio Pesce Fritto e Nudo e Crudo ndr).

 

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