SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il centrodestra non ci sta. E dopo la sfuriata di Luca Vignoli di qualche settimana fa, anche Giacomo Massimiani – capogruppo in Consiglio Comunale della lista Per Gabrielli – spara a zero sulla decisione dell’amministrazione comunale di aumentare sia gli stalli blu in zona lungomare che le rispettive tariffe.

“Va innanzitutto censurata la spiegazione pseudo-democratica accampata rispetto alla estensione delle zone blu a pagamento -peraltro di dubbia legittimità laddove appena si ricordino le numerose pronunce della Suprema Corte di cassazione che impone la presenza di parcheggi bianchi gratuiti limitrofi alle zone blu a pagamento istituite dai diversi Comuni nella percentuale di almeno il 50% del totale dei posti auto disponibili- che sarebbe giustificata dalla necessaria equiparazione fra lungomare Nord attualmente a pagamento e lungomare Sud della nostra città. Pur volendo accogliere tale bizzarra teoria si propone allora di applicarla in senso favorevole alla cittadinanza rendendo gratuiti i parcheggi lungo il già tartassato lungomare”.

C’è poi appunto la questione dei ticket, con Massimiani che “contesta la disparità di trattamento fra la tanto sbandierata inflazione programmata che si vuole dal nostro Governo Nazionale contenere ad un risibile 2% annuo e l’aumento delle tariffe amministrate a carico dei cittadini sambenedettesi ed ospiti della nostra città – pari nel caso di specie al 2.500% in più rispetto al dovuto. Appare paradossale – prosegue – che oltre alla introduzione della famigerata tassa di soggiorno, si debba assistere nella nostra città ad un doppio inasprimento del parcheggio a pagamento. Sembra di dover assistere alla autolesionistica volontà di introdurre una autentica nuova gabella anti-turismo, con il risultato di deprimere ulteriormente uno dei pochi settori economici attualmente strategici della economia cittadina, per di più in un momento di profondissima crisi economica ed occupazionale in atto”.

“TAGLIARE GLI SPRECHI” Da dove recuperare i soldi mancanti allora? Massimiani ha la soluzione: “Ridurre la spesa amministrativa”.

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