Riflessioni. Domani, 23 maggio 2012 ricorre il ventennale della strage di Capaci e in un blog ho trovato riflessioni importanti che ho estrapolato perché credo che rappresentano lo specchio reale della società italiana. Tanti quadretti di un male che prima asportiamo e prima guariamo. Per il testo completo potete andare su http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/05/io-non-li-voglio-vedere-ne-ascoltare-in.html, io mi sono limitato a mettere tra virgolette le frasi che ho ritenuto più “utili” per la comunità italiana.

In riferimento alle celebrazioni per il ventennale della morte di Giovanni Falcone “Spiegheranno l’immensa eredità di un magistrato coraggioso; loro, proprio loro che hanno trafugato il testamento, alterato la firma e prodotto un perdurante falso ideologico che ha consentito, alle segreterie politiche dei diversi partiti ai quali sono affiliati, di rinverdire un fasto che ha svuotato di Senso Civico l’esistenza del popolo italiano”

“Proprio oggi, alle ore 16, alla Camera dei Deputati, dove la percentuale di mafiosi eletti come onorevoli ha raggiunto un livello inaudito e impensabile per qualsivoglia democrazia, hanno varato un provvedimento relativo alla giustizia che riconferma la loro volontà di uccidere lo Stato di Diritto”

“Con la tiepida scusante del dibattito sugli esiti elettorali di ieri, in fretta e furia, sperando che nessuno se ne accorgesse, hanno eliminato il reato di concussione, abrogandolo, in modo tale da poter garantire a Silvio Berlusconi una sicura impunità relativa al reato di cui è attualmente accusato e per il quale sta sotto processo. Si sono messi d’accordo”

“L’unica personalità politica che è intervenuta, indignata e inferocita, per questo ennesimo stupro della legalità, è stato Antonio Di Pietro. Contro quanto voluto dall’attuale governo, dal PDL, dal PD, dall’Udc”

“Tutta la classe politica che ha chiuso questo accordo, raggiungendo un’intesa per favorire la diffusione di comportamenti mafiosi in Italia, domani commemorerà Giovanni Falcone”

“Tutti i funzionari pubblici della repubblica, anche quelli del più piccolo e povero comune, che violando la fiducia e la delega data loro dai cittadini attraverso il voto, hanno preso tangenti e hanno optato per privilegiare l’interesse personale a quello del bene pubblico e collettivo, tutti loro, sono quelli che seguitano ogni giorno ad assassinare Giovanni Falcone, sua moglie e i tre agenti della scorta. Perché hanno reso vana e vacua la loro morte”

“Sono gli assassini di Giovanni Falcone anche tutti quegli imprenditori che partecipano alla condivisione della corruttela negli affari, sostenendo che bisogna pagare le tangenti se si vuole sopravvivere sul mercato. Loro sono i quotidiani assassini di Falcone”

“Così come lo sono anche tutti i direttori editoriali responsabili delle case editrici, delle società di produzione cinematografica, televisiva e radiofonica, che riconoscono e accolgono come autori soltanto ed esclusivamente le persone e i nomi presentate, suggerite, spinte e imposte dalle segreterie dei singoli partiti politici che poi provvederanno a fornire i loro buoni uffici facendo piovere su di loro sovvenzioni statali pagate con le nostre tasse”

“Sono gli assassini di Giovanni Falcone tutti quelli –nessuno escluso- che dicono “lo fanno tutti, che cosa ci vuoi fare?”. Così come lo sono tutti coloro che si trincerano dietro il “ma io ho una famiglia” e fingono di non sapere che in italiano esiste la frase “no, io queste cose non le faccio”. Loro sono gli assassini di Giovanni Falcone. Nessuno escluso”

“Gli assassini sono tutti i cittadini italiani che nel silenzio garantito dalla privacy, cautelati dal fatto di non avere testimoni, nel segreto della cabina elettorale, mettono una crocetta su un certo simbolo, su un certo nome, perché sanno che quella lista e quella persona, domani, a elezioni avvenute (e vincenti) mi risolveranno il mio problemino, o daranno il posto a mio figlio, o sistemeranno mia sorella. Sono decine di milioni gli assassini di Giovanni Falcone, sua moglie e i tre agenti della scorta”

“L’intera classe politica, intellettuale, mediatica, imprenditoriale, di questo paese, che partecipò negli anni’80 e primissimi anni ‘90 al processo di delegittimazione di Giovanni Falcone isolandolo, diffamandolo, e voltandosi dall’altra parte quando sapevano che stavano arrivando i killer. Così come fecero poi con Paolo Borsellino e con tutti coloro che ebbero l’ardire di armarsi di coraggio e combattere contro la mafia attiva. Le stesse persone che allora scelsero di non guardare, oggi sono in prima fila a commemorarne la scomparsa. Sono tutti loro i veri assassini”

“Perché la mafia è la somma delle singole comportamentalità mafiose che ne determinano l’esistenza. E noi siamo un paese di mafiosi. Purtroppo, non è uno stereotipo. E’ la tragica realtà con la quale noi tutti dobbiamo avere il coraggio di fare i conti. Perché questi sono i veri conti, non lo spread, che è una invenzione astratta”

“Potete aderire a qualunque ideologia, essere di destra o di sinistra, anarchici o democratici, conservatori o progressisti, amanti di Keynes, di Marx o della teoria della Moneta Moderna. Non cambia nulla, fintantoché non cambieremo il nostro comportamento individuale, quotidiano, esistenziale, e prenderemo atto di ciò che siamo. Per poterci evolvere e liberarci di questo cancro che corrode il Senso Civico”

“Ogniqualvolta un cittadino italiano rinuncia ad esercitare il libero arbitrio, e rinuncia all’ambizione e al tentativo (anche se estremo e disperato) di farsi valere per i propri meriti e le proprie competenze tecniche, privilegiando la facile e sicura strada della mediazione politica e della malleveria, per prendere una scorciatoia garantita dal sistema del malaffare”

A conclusione si cita un brano tratto dal libro “Demoni e sangue”, pubblicato dall’editore siciliano Coppola, un testo di denuncia delle mafie, firmato da un cittadino calabrese, Francesco Saverio Alessio, attivo nella lotta quotidiana contro la ‘ndrangheta, che la settimana scorsa a Certaldo ha vinto il VI Premio Nazionale di Filosofia per l’anno 2012.

“In questo spazio-tempo sospeso da ventimila anni fa, si agitano forze occulte, di sostanza sovra statale, sovra massonica, sovra religiose. Queste forze, che appartengono all’inconscio collettivo, sono primordiali, potenti, cinicamente crudeli e concretamente assassine! Esse decidono del destino individuale e collettivo senza alcuna possibilità d’appello. Implacabilmente. La visione permessa dal tabù imposto da queste stesse forze è così ristretta da diventare claustrofobica”

“La sconfitta individuale, incondizionata, diviene silenziosa serva del potere. Il cancro si estende a ogni strato della società sopravvissuta, complice. Sempre. Per omertà collettiva. Per cultura. ‘Ndrangheta. Questo tipo di pensiero costringe a lungo andare il comune operare all’interno di una visione fobica della realtà. Un appartenere alla sfera d’influenza della cultura della ‘Ndrangheta. Chiunque è complice. Anche se non compie alcuna azione criminale, è complice perché non denuncia, non parla, tace e sopporta in silenzio”

Tanti contenuti sui quali invito i lettori a riflettere nella speranza che molti di loro prendano le distanze da comportamenti similmafiosi , opportunistici, egoistici che sono alla radice di una crisi economica, generata da una grossa crisi della moralità che si evince senza ombra di dubbio da quanto sopra riportato.

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