SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Seicento mila euro. Sono i soldi che il Comune pensa di incassare per la prossima estate dagli stalli blu del lungomare, a cui si aggiungono le 900 nuove zone a pagamento “disegnate” recentemente con tanto di annesso incremento dei ticket.

La conferma arriva da Luca Spadoni, assessore alla Viabilità: “E’ una previsione, ovviamente non è facile prevedere l’importo esatto”. Poi precisa: “Per quel che riguarda i nuovi parcheggi il ricavato dovrebbe andare tutto al Comune, a differenza del restante, da consegnare al 75% alla Multiservizi”.

Proprio la Multiservizi, negli anni scorsi, quantificò la mossa dell’amministrazione sul litorale sambenedettese, con 363 mila euro incamerati nel 2008. Fu quella la prima estate dei parcometri attivi anche di sera, fino alla mezzanotte.

“Il provvedimento non era nel programma di mandato – ammette l’esponente di Sel – ma non tutte le scelte future potevano essere indicate al suo interno. Questa è stata concordata in maggioranza; quest’ultima ha acconsentito tutta”. Non c’è stato tuttavia alcun incontro pubblico con cittadini e residenti: “No, per motivi tecnici la decisione andava presa rapidamente. Comunque, sono stati gli stessi abitanti a chiederci di ampliare le soste a pagamento. Per loro è infatti più facile trovare pargheggio, pagando una cifra nemmeno troppo esosa, anzi direi bassa”.

PROVOCAZIONE PDL “Allora facciamo diventare tutta San Benedetto blu”, ironizzò polemicamente Luca Vignoli del Pdl. “La considero una provocazione e come tale la accolgo. Azzurro è il colore del suo partito, dovrebbe essere felice”, scherza ancora l’assessore.

PARI DIRITTI TRA NORD E SUD Fece e fa tutt’ora discutere invece lo spirito “democratico” che avrebbe accompagnato l’iniziativa: “Confermo la necessità di pari trattamento tra nord e sud – ribadisce Spadoni – non capisco perchè in un tratto di lungomare, oltretutto non rifatto, bisognasse pagare, mentre nell’altro, nuovo di zecca, no. Per me era uno squilibrio inaccettabile”.

LOTTA ALLO SMOG Gli aumenti dei biglietti pertanto sono stati difesi dalla giunta Gaspari, intenta in questa maniera a scoraggiare l’utilizzo dell’automobile a vantaggio di una mobilità alternativa: “Il disincentivo non è una mia invenzione, è provato che la gente tenda a lasciare a casa l’auto. Non vedo nulla di così strano in queste dichiarazioni”.

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