SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ex presidente Pietro D’Angelo l’aveva chiamato in causa, insieme agli altri “distratti” in Regione, Donati e Spacca. E puntuale, Antonio Canzian ha colto l’occasione per dire la propria in merito alla vicenda della Sentina, resa rovente dalla decisione di approvare la legge per il Riordino degli Enti di Gestione dei Parchi Naturali e aree Protette, con un emendamento aggiuntivo – a firma di Paolo Perazzoli – che escluderebbe il Comitato d’Indirizzo della Riserva sambenedettese dalla gestione dell’area, riconoscendogli dei meri poteri consultivi.

Tra i due, nei giorni scorsi, sembrano ci siano state già delle forti frizioni e la nota stampa dell’assessore regionale, pur emendata da toni aspri, colpisce con il fioretto lasciando però le impronte di una clava.

“Non si sentiva la necessità di sollevare una polemica così aspra”, esordisce il consigliere regionale. “Si rischia di dividere il centrosinistra e di inquinare il dibattito sul futuro della riserva naturale. Le forzature non servono. Occorre, al contrario, trovare elementi di unità e il consenso degli Enti locali e delle Associazioni ambientaliste per difendere i valori che con le aree protette vengono promossi. Tanto più che l’azione svolta in questi anni dal Comitato di indirizzo è stata unanimemente riconosciuta positiva. La proposta approvata dalla Commissione consiliare era molto equilibrata. Peraltro, né il gruppo consiliare Pd, né il Pd regionale, come qualcuno ha erroneamente affermato, ha esaminato e condiviso il contenuto di tale emendamento. Tra l’altro ho letto le argomentazioni del Consigliere Binci. Mi sono sembrate molto sensate e sarebbe stato davvero opportuno riportare la questione in Commissione consiliare”.

Canzian, analizza quindi l’ipotesi di una gestione tutta sambenedettese: “Pure prima era così, solo che il Comune lo faceva conformandosi agli atti espressi dal Comitato di indirizzo. La composizione del Comitato risponde alla particolarità della Sentina: ubicata nel Comune di San Benedetto, per il 70% circa di proprietà del Comune di Ascoli Piceno, area naturalistica di rilievo regionale. Inoltre, le riserve e i parchi sono territori particolari, in cui un ruolo rilevante giocano la conservazione, la ricostituzione, la protezione degli habitat, la ricerca, la sperimentazione, per questo le competenze scientifiche vengono chiamate direttamente nella gestione. Insomma, la gestione delle aree naturali protette, proprio per la loro rilevanza, va ben oltre i confini comunali. Necessita pertanto di modelli di governance complessi, in cui certo un ruolo rilevante lo svolgono gli Enti locali, ma anche la Regione, le Associazioni, specie quelle ambientali ed agricole. Credo, inoltre, che la legge, così come approvata, crei, su questo aspetto, un problema di coerenza rispetto all’atto istitutivo della Sentina. E’ preoccupante – continua – la situazione di scontro che si è creata perché rischia di interrompere il buon lavoro fin qui svolto. Aver voluto destabilizzare l’attuale delicato equilibrio senza che ce ne fosse una reale necessità a che cosa e a chi serve? Lo sviluppo della Sentina, la connessione di questa straordinaria riserva con il sistema dei parchi, la valorizzazione dei centri storici, la ripresa forte della tematica del Parco Marino che, peraltro, il Pd dovrebbe riprendere e sostenere con convinzione, sono essenziali non solo per una vita migliore per i residenti e più ricca umanamente e culturalmente, ma sono leve decisive per un nuovo turismo di qualità capace di offrire risposte ad una domanda che è già oggi esigente sul piano della qualità ambientale degli spazi, dell’organizzazione dell’accoglienza, dell’intensità delle occasioni di cultura e di conoscenza. La Sentina deve rappresentare un elemento importante e proprio per questo il Comitato di indirizzo formato da rappresentanti di Regione, Provincia, dei Comuni di S. Benedetto e Ascoli e da un membro di comprovata esperienza scientifica, proprio per la sua forte  valenza sul piano politico-istituzionale, non mi pare proprio un organo da dover rendere semplicemente consultivo e, quindi, sostanzialmente marginale”.

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