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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un monito, valido per il presente ma soprattutto per il futuro. E rivolto a quei politici che, in questi giorni, si sono espressi in difesa della Sentina: “Vogliamo atti concreti. Marinucci e Canducci hanno garantito che in consiglio comunale adotteranno una posizione decisa. Attendiamo; che non siano solo parole”. L’avvertimento arriva dal gruppo “Salviamo la Sentina”, che al suo interno raccoglie un’ampia miriade di altre associazioni, comprendente Ambiente e Salute nel Piceno, Legambiente, Lipu, Lida, Italia Nostra, Beni Comuni e Cittadinanzattiva. Al centro della polemica, ovviamente, la decisione del Consiglio Regionale di approvare la legge per il Riordino degli Enti di Gestione dei Parchi Naturali e aree Protette, con un emendamento aggiuntivo – a firma di Paolo Perazzoli – che escluderebbe il Comitato d’Indirizzo della Riserva sambenedettese dalla gestione dell’area, riconoscendogli dei meri poteri consultivi.

“Tutti si devono domandare come mai si vuole smantellare una struttura che funziona e che è stata capace di convogliare ben 3 milioni di euro”, sbotta l’ex presidente della Riserva Naturale, Pietro D’Angelo. Quest’ultimo rispolvera quindi una lettera a firma di Paolo Canducci del 17 novembre scorso, inviata a Palazzo Raffaello: “Fu avallata dal sindaco Gaspari, o almeno così mi confermò lui stesso”. Nel documento l’assessore all’Ambiente garantiva: “Il Comune di San Benedetto nelle sue funzioni di ente gestore, non ha mai avuto il benchè minimo contrasto con l’organo direttivo della Sentina che, anzi, ha consentito di addivenire in tempi rapidi e con il proprio intenso lavoro alla adozione del Piano di Gestione nel marzo 2011, atto di fondamentale importanza per la vita della Riserva. Il lavoro del Comitato – proseguiva – non potrebbe mai essere sostituito da quello del Comune di San Benedetto quale unico organo gestionale che per la sua parzialità non sarebbe in grado di rappresentare le istanze di tutti i soggetti coinvolti”.

Intenzioni in palese contraddizione con le conseguenze scaturite dall’emendamento, nel quale i poteri giungerebbero tutti a San Benedetto: “Il Comitato – denunciano le associazioni – avrebbe semplice parere consultivo. Nemmeno Ascoli avrebbe più voce in capitolo”.

La rabbia di D’Angelo non trova confini e nel mirino finisce pure la sezione di Porto d’Ascoli del Partito Democratico che aveva definito quelle degli ambientalisti “congetture preconfezionate ed ipocrite”. “Dicono corbellerie – tuona – piuttosto mi spieghino il motivo di tutto questo. La Sentina è patrimonio di tutti, non solo degli ambientalisti. Andremo in Regione, parleremo con chi nel frattempo si è distratto sul tema: Canzian, Donati, Spacca. All’erosione marina si sta aggiungendo quella progressiva da cemento. E’ vero, ci sono dei vincoli visto che facciamo riferimento ad una Riserva. Ma i vincoli si mettono e si tolgono, purtroppo”.

DOMENICA MANIFESTAZIONE Gli ambientalisti protesteranno domenica prossima presso l’oasi, in occasione della manifestazione “Puliamo il mondo”. Stavolta tuttavia non vi saranno bambini: “Ci saranno solo cittadini che protesteranno per un atto che ci riporta indietro di decenni”.

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