SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Samb, meno male, veleggia verso il professionismo. Sarà difficile fermare la marcia di una squadra che ha raggiunto la consapevolezza della propria forza e vince perchè gioca meglio, lasciando pochissimo alle iniziative avversarie. Sulle squadre che si sono qualificate un po’ di paura me la fa la Lavagnese che ha uno score molto simile a quello del Chelsea in Champions, con tutte le proporzioni del caso naturalmente. E’ arrivata quinta in campionato a 24 punti dalla seconda (Chieri) che ha eliminato battendola 4 a 0 a casa sua. Si è ripetuta nello scontro con la terza classificata del suo girone battendola, sempre fuori casa, con lo stesso risultato: 4 a 0. Ieri ha vinto ai rigori ancora fuori casa. E’ il segnale di una squadra fortunata alla quale tutto va bene per cui mi auguravo di incontrarla subito per sfruttare il fattore casalingo che, per i rossoblu, ha un valore nettamente superiore alle squadre che hanno perso in casa loro contro la formazione ligure di Lavagna. Sarà invece il Legnago il prossimo avversario.

In ambito societario vedo invece un po’ di incertezze che vanno valutate con calma. Perché, come ha confermato ieri lo stesso Claudio Bartolomei, senza interventi esterni il dubbio di non poter supportare economicamente il professionismo è una triste realtà, triste ma vera. Proprio per questo motivo non capisco certi irrigidimenti del tipo “Non è necessario che facciamo vedere il bilancio perché non abbiamo debiti ma per cedere la società vogliamo 750 mila euro in assegni circolari“. Per gli assegni sono più che d’accordo perché sono convinto che se, chi entra in società, tira fuori soldi veri, poi vorrà in qualche modo recuperarli in quanto lo ritiene un investimento per salire di categoria. Se invece i soldi non sono “veri” (tranne qualche rara eccezione è stato sempre così nell’ultimo ventennio, fino a prova contraria) si incassa quello che si può, poi si abbandona la nave al suo destino. Questa è una storia, come dice giustamente Bartolomei, che deve finire.

Sono invece molto meno d’accordo sulla questione del bilancio che dovrebbe restare segreto. Non mi sembra un motivo valido, in particolar modo se i debiti non ci sono. L’altra cosa che non capisco è la cifra di 750 mila che si è sbandierata ai quattro venti invece di tirarla fuori e trattarla pubblicamente ma con chi è intenzionato a comprare la Samb. La cifra può, secondo me, essere ridotta con un loro coinvolgimento ma tutto questo va fatto con interlocutori che si ritengono credibili. Se, invece, eventuali acquirenti non sono ritenuti seri o utili per la causa rossoblu vanno fatti i nomi perché restando nel vago (adesso è così) si dà adito a interpretazioni sbagliate o frettolose che non contribuiscono alla necessaria trasparenza che  poi si ripercuote negativamente sulla società rossoblu. Non capisco perché devono restare segreti i nomi di eventuali acquirenti o dire i loro nomi solo a qualche giornalista. Che è ancora peggio. Se non c’è nulla da nascondere le trattative si possono anche fare davanti un tavolo posizionato in una pubblica piazza. Fossi un proprietario della Samb questo proporrei. Non si tratta infatti di vendere un bene privato ma un bene pubblico quale ritengo sia la Sambenedettese Calcio. Mi aspetto qualcosa del genere. Non solo io ma credo tutti i tifosi che, vedendo una società cristallina, non si farebbero pregare a dare spontaneamente un aiuto economico. Primi fra tutti quelli di Tifosi Pro Samb.

Personalmente avrei preferito che, di queste cose, si iniziasse a parlare alla fine dei Play Off e non in corsa ma, visto che tutti ne parlano, Riviera Oggi deve adeguarsi e dire la sua. Per questo motivo torneremo sull’argomento quando molte cose saranno più chiare. Il mio pensiero oggi è rivolto ai “terzi di finale” dove incontreremo la formazione lombarda del Legnago. Sempre nel meraviglioso scenario del Riviera delle Palme. Invitare tutta la città allo stadio mi sembra cosa ovvia ma mi piace farlo di nuovo perché questi play off virtuali stanno appassionando moltissimo. Dico di più: da questi ragazzi può nascere una nuova Samb da tramandare alla storia come lo fu quella del 1955-56. Campionato da dove TUTTO ebbe inizio.

 

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.649 volte, 1 oggi)