dal settimanale Riviera Oggi numero 917

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il presidente del quartiere Ragnola Gianni Siliquini ci parla di alcune novità che riguardano il quartiere senza perdere di vista alcune problematiche che a oggi non hanno trovato ancora una soluzione fra cui gli allagamenti in via Monte Conero e la messa in sicurezza delle aree verdi. “Il quartiere è in espansione, spero si trovi spazio per un parco pubblico come luogo di ritrovo e aggregazione”.

Il 23 aprile si è tenuta un’assemblea pubblica di quartiere nella quale si è introdotto ai residenti il potenziamento della raccolta differenziata con il “porta a porta spinto”.

“È stato un appuntamento molto partecipato, nel quale i rappresentanti dell’Amministrazione, fra cui gli assessori Canducci e Spadoni, e della Picenambiente hanno spiegato ai residenti l’organizzazione del nuovo porta a porta e di come questo tipo di differenziata permetterà al Comune di risparmiare incrementando tra l’altro il livello occupazionale. Qualcuno però, ha obiettato che al porta a porta spinto deve in cambio seguire una riduzione dei costi della Tarsu, o come chi ha evidenziato perplessità di come un deposito spropositato dei sacchi per diverse ore del giorno, rappresenta una situazione poco decorosa da vedere”.

Nel durante dell’incontro ha poi avuto modo di farsi un’idea un po’ più chiara circa le problematiche del quartiere Ragnola?

“Nella seconda parte dell’assemblea, l’assessore alle Politiche della Mobilità Spadoni ha mostrato il nuovo tracciato della pista ciclabile che collega il pontino di viale Dello Sport al lungomare, il quale prevede l’attraversamento ciclabile a nord del sottopasso, prosegue sempre a nord per pochi metri in via Sgambati, imbocca via Riccardo Zandonai e prosegue in via Gaspare Spontini dove si innesta infine sul lungomare. Con l’occasione ho ribadito l’urgenza di una soluzione per l’attraversamento pedonale in via Sgambati perché percorso sia dai ciclisti che dai pedoni e non sempre qui i limiti di velocità vengono rispettati”.

Per un miglioramento della qualità di vita dell’area, oltre alla differenziata quali sono secondo lei le questioni su cui puntare?

“Al precedente incontro è stato dato spazio agli allagamenti di via Monte Conero e l’assessore Sestri ha proposto l’installazione delle pompe di sollevamento delle acque di scolo. La via, trovandosi a un livello più basso rispetto alla zona, non permette il regolare flusso delle acque in condizioni climatiche sfavorevoli e l’impianto dovrebbe sorgere nel tratto che si trova sul lato nord-est del viale tra quello non urbanizzato e la stazione di servizio. Al momento tutto è fermo, perché appunto la parte non urbanizzata è in mano a un privato e non è dato sapere gli sviluppi riguardo all’iter legale. Ho evidenziato poi il problema delle aree verdi, chiedendo all’Amministrazione di intervenire su quelle esistenti e di realizzarne delle altre visto che gli spazi ci sono, il quartiere è in espansione e che con le urbanizzazioni future si lasci spazio alla cittadinanza con un parco pubblico per riunioni e luoghi di aggregazione”.

Al rinnovo delle delegazioni dei quartieri dello scorso novembre, è diventato presidente per la prima volta.

“Sì è la prima volta. Mi hanno proposto di presentarmi e sin dall’inizio ho avuto la consapevolezza che se fossi stato eletto mi sarei dovuto rimboccare le maniche per il bene della collettività. Ho riscontrato fiducia nelle persone che mi conoscono e ne sono colpito, alcuni di loro dicevano che conoscevo le problematiche del quartiere e che vivevo qui da anni. Insieme a due membri del precedente comitato, l’ex presidente e un consigliere, abbiamo anche una discreta partecipazione di quote rosa composta da donne che hanno sempre delle iniziative da proporre alle riunioni. In questi mesi, sono soddisfatto anche del dialogo con l’Amministrazione con la quale ogni tanto occorre sì ricevere dei chiarimenti ma sempre in modo cordiale”.

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