SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di seguito il dibattito dell’Assemblea Regionale delle Marche nella seduta dello scorso 8 marzo, nel quale è stato approvato l’emendamento presentato dal consigliere regionale del Partito Democratico Paolo Perazzoli, approvato dalla maggioranza con voto contrario del verde Adriano Cardogna. Tra gli intervenuti in maniera critica anche Massimo Binci di Sel. Qui il resoconto totale e originale: Resoconto assemblea del 080512_emendamento perazzoli

Emendamento n. 9/4 del Consigliere Perazzoli:
E’ inserito il comma 1:
1. Dopo il comma 3 dell’articolo 12 della l.r. 15/1994 è aggiunto il seguente:
3 bis. Gli atti istitutivi delle riserve naturali non possono prevedere la costituzione di ulteriori organi, ad eccezione di organismi esclusivamente consultivi a supporto dell’attività dei soggetti preposti alla gestione.”.
Ha la parola il Consigliere Perazzoli.
Paolo PERAZZOLI. Questo emendamento vuole sanare una cosa che mi pare strana. Ossia, l’ente gestore delle riserve – qui si è discusso solo dei parchi non di riserve – è il Comune. Nella precedente regolamentazione è stabilito che il Comune deve uniformarsi ai Comitati di indirizzo.
Con questo emendamento, che tra l’altro ripristina l’iniziale stesura della Giunta, si dice che questi organismi possono essere solo consultivi. Quindi non si obbliga il Comune, che è un organo costituzionale, a uniformarsi a un organismo consultivo.
E’ solamente per sanare questo aspetto, per il resto rimangono i comitati di indirizzo, che però, ripeto, devono essere solo consultivi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Ho letto l’emendamento del Consigliere Perazzoli. Il problema, secondo me, sarebbe meglio non affrontarlo in questa legge, che è una legge generale rispetto alle aree protette, fa riferimento alla delibera costitutiva.
Ad esempio riguardo la riserva naturale regionale della Sentina, che credo sia quella che ha ispirato l’emendamento, all’articolo 3 si dice “La riserva naturale è gestita dal Comune di San Benedetto, che opera conformandosi agli atti espressi da un apposito comitato di indirizzo”, e ci sono le funzioni degli atti.

Il comitato di indirizzo di fatto è un po’ come il consiglio direttivo, opera su quell’area. Tra l’altro il comitato d’indirizzo è formato da due rappresentanti di San Benedetto, dall’Assessore regionale, da un componente della Provincia di Ascoli, da un componente del Comune di Ascoli e da un rappresentante di esperienza scientifica.

Quindi le preoccupazioni sul fatto che il comitato scientifico possa fare delle azioni contrarie a quello che è l’ente gestore secondo me è impossibile proprio perché il Comune di San Benedetto indica due rappresentanti. Inoltre l’Assessore regionale è all’interno, quindi rapporto istituzionale, un rappresentante nominato dalla Provincia di Ascoli e uno dal Comune di Ascoli. Quindi lì dentro ci sono solo rappresentanti di enti locali.

Perché quindi andiamo a intervenire sulla legge per andare a modificare un punto dell’atto costitutivo? Che tra l’altro essendo stato istituito con delibera del Consiglio regionale può essere questo l’organo che va a modificare l’atto costitutivo della riserva.

E questo perché? Prima il Consigliere Perazzoli, riferendosi ai consiglieri dell’IdV, ha detto di non farsi condizionare da situazioni particolari. Ecco, questa è una situazione particolare con cui noi interveniamo con il falcione, come diciamo in gergo, all’interno di una legge generale che gestisce i parchi, quando invece potremmo benissimo intervenire, con una riflessione anche in Commissione, guardando specificatamente questa. Su richiesta, se si vuole, da parte del Comune di Ascoli Piceno che è l’ente gestore e quindi può proporre alla Giunta regionale o alla Commissione stessa di fare un atto deliberativo di modifica dell’istituzione della riserva.

Non voglio dire che non sia giusto quello che chiede il Consigliere Perazzoli, credo però si intervenga, come dire, con un bazooka per andare a spostare un passerotto.

Andando a modificare in questo modo penso potrebbero esserci delle controindicazioni per il futuro. Cosa potrebbe significare? Il comitato di indirizzo è composto da alcuni rappresentanti…(…) Certo, rimane, però, ecco, il comitato di indirizzo delibera sulla definizione degli obiettivi, quindi fa delle delibere, se poi quelle delibere non valgono a niente, cioè, come possono essere delle delibere consultive? Fa i bilanci economici della riserva, questi bilanci come possono essere consultivi? Fa le nomine e le designazioni, queste come possono essere consultive? Fa lo statuto della riserva, come può uno statuto essere consultivo? Autorizza piani, programmi e interventi da attuare sul territorio, come può autorizzare in maniera consultiva? Praticamente si va a sconvolgere quella che è l’attuale gestione delle riserve naturali.

Allora affrontiamolo all’interno della Commissione e riverifichiamo questi aspetti. Altrimenti con un emendamento di tipo generale e tranchant rischiamo di creare delle incongruità.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Cardogna.

Adriano CARDOGNA. Non voglio aggiungere altre parole a quanto detto dal Consigliere Binci, è solo per dichiarare pubblicamente che voterò contro questo emendamento.
Ritengo giusto e utile che la questione vada riaffrontata in Commissione, sede in cui si era già votato su una posizione.
E’ un argomento che riguarda un aspetto della legge sulle riserve naturali su cui, appunto, occorre aprire una riflessione, quindi, ripeto, ritengo che la sede opportuna sia di nuovo la Commissione.
Fatto in Aula in questo modo, prendendo in contropiede anche i Consiglieri che partecipano ai lavori della Commissione e gli stessi Gruppi di maggioranza, lo trovo un po’ discutibile.
Comunque ho chiesto la parola semplicemente per dire che il mio voto su questo emendamento sarà contrario e non so se mi riserverò sull’intero testo di legge.

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