dal settimanale Riviera Oggi numero 915

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A parlare questa volta è Antonio Pompili, presidente del Comitato di quartiere San Filippo Neri, riconfermato lo scorso marzo per il suo secondo mandato alla guida del direttivo. “Voglio regalare alla città una nuova area verde e sarà quella della zona ex Start in via Calatafimi”.

Lavorare ai progetti, individuando prima le priorità e collaborare poi con l’Amministrazione cercando di reperire le risorse per metterli a punto. L’ingegnere Antonio Pompili ci spiega la linea di azione del suo direttivo che non perde di vista nemmeno per un momento l’obiettivo di garantire ai residenti maggiore sicurezza stradale e aree verdi a fronte di un carico urbanistico sempre più massiccio.

È da poco iniziato il suo secondo mandato come presidente di quartiere. Su quali tematiche si concentrerà ora il suo direttivo?
“Di sicuro su una delle tematiche da sempre alla base del nostro Comitato, ovvero migliorare la qualità della vita nel quartiere. Riprendiamo un cammino intrapreso da cinque anni concentrandoci sull’estrema necessità di realizzare le aree verdi, garantire la sicurezza stradale e la manutenzione delle infrastrutture per un quartiere diviso tra i comuni di Grottammare e San Benedetto che conta circa 4700 abitanti. Dopo la realizzazione dell’area verde di via Ferri, l’obiettivo primario è averne una nuova che sorgerebbe nell’area ex Start in via Calatafimi. Abbiamo lavorato con l’Amministrazione per restituire questo spazio al quartiere”.

Parliamo delle problematiche che riguardano un po’ tutti i quartieri della città fra cui viabilità e infrastrutture.
“Il quartiere è fortemente edificato e sono diversi i problemi relativi alla manutenzione su alcune zone fortemente degradate come il marciapiede di via Ferri, gli asfalti dissestati di via Monti, via Zuccoli, via Botticelli e via Verga. Il nostro è un Comitato che lavora per progetti, individua le priorità attraverso le proposte da presentare all’Amministrazione. Ad esempio, in questi giorni abbiamo consegnato in Comune un censimento del sistema d’illuminazione dell’intera zona, individuando lo status quo con un dossier fotografico. In programma c’è poi un incontro con i residenti della zona collinare tra la Statale e l’autostrada. È nostra intenzione valutare con attenzione le loro esigenze chiedendo una maggiore attenzione per via del fatto che sono zone e parte integrante della città”.

Da diverso tempo si parla di una rotatoria che dovrebbe essere realizzata davanti alla chiesa San Filippo Neri.
“La seconda priorità è senza dubbio la viabilità che andrebbe rivista nella sua totalità, ed è un discorso che riguarda le amministrazioni di San Benedetto e Grottammare. A mio avviso, i due comuni dovrebbero studiare insieme un piano condiviso e complessivo dell’intera viabilità del quartiere, su cui si inserisce anche la rotatoria che coinvolge ben cinque strade, una delle quali, la Statale, rappresenta la zona d’ingresso della città. Realizzarla è sì l’obiettivo per una viabilità migliore ma è altrettanto importante tenere conto che se in una delle cinque vie il traffico non fosse più a doppio senso si scatenerebbe il caos. Si tratta di un fattore fondamentale e auspichiamo che si intervenga il prima possibile perché la situazione non è più sostenibile come in via Marsala. C’è bisogno di soluzioni tecniche, ed è necessario superare la solita opinione personale accomodante che spesso ci porta a pensare solo al nostro ‘sottocasa’”.

Spostiamoci adesso nella zona adiacente al porto. La riqualificazione dell’area dove ora vi è lo stadio Ballarin, avverrà prima o poi?  “Premesso che sono contro qualsiasi forma di speculazione, al di là di questo, ritengo che quell’area sia una risorsa non solo per il quartiere ma per tutta la città poiché la sua destinazione deve essere al servizio dell’intera collettività. Nel 2010, il Comitato per la riqualificazione dello stadio ha proposto Un’onda per il Ballarin e penso che quest’iniziativa abbia tutte le caratteristiche per porsi come un’idea progettuale iniziale di cui anche il turismo beneficerebbe, considerando che all’interno del disegno proposto c’è anche il museo storico della Sambenedettese Calcio”.

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