SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tre anni di professionismo con la Samb in B ed ex C1, diciassette anni di semi professionismo tra Cnd ed Eccellenza con Grottammare, Civitanovese, Forlì, Montegranaro, Alba Adriatica e Mosciano, i restanti anni nei dilettanti indossando le maglie di Camerino, Monturano, Sangiorgese, Petritoli, Monteprandonese e Campofilone. Con questo curriculum Nicola Fiscaletti si è presentato al Porto d’Ascoli.

Entrato in punta di piedi, ha saputo infondere gara dopo gara la giusta serenità ai suoi ragazzi per raccogliere l’obiettivo finale. L’esperienza del calcio giocato unito all’impegno a non desistere dinanzi alle difficoltà, l’umiltà predicata in ogni partita e ricompensata con la grinta dei suoi giocatori, l’entusiasmo di aver creato un gruppo mescolato al raggiungimento del traguardo finale fanno di mister Fiscaletti un uomo caparbio e di sagge vedute, pronto a donare anima e cuore per i suoi giovani.

Mister, le è pesato lasciare il calcio giocato?
Nel primo anno che ho allenato, in una seconda categoria, non riuscivo a ragionare molto da tecnico forse perché mi sentivo ancora giocatore e ciò mi ha penalizzato pagandone le conseguenze. Nei due anni successivi ho avuto la possibilità di andare a lavorare come vice con un mio ex allenatore, Daniele Fani a Martinsicuro ed e’ stata un esperienza che mi ha fatto crescere moltissimo.

La scelta di diventare allenatore come è maturata?
Fare l’allenatore era un idea che mi portavo dentro da diversi anni e pensavo proprio di allenare in un settore giovanile ma i primi 3 anni li ho vissuti in altre categorie prima di arrivare al Porto d’Ascoli.

E quella di accasarsi alla juniores del Porto d’Ascoli?
Avevo piacere di venire ad allenare a Porto d’Ascoli perché la carriera da giocatore l’ho vissuta prima da professionista poi da dilettante ma sempre con delle regole che nel mondo del calcio come negli altri sport e nella vita devono esserci e questa società lavora con i miei stessi principi e con una buona organizzazione. Ho due figli che giocano nel Porto d’Ascoli e lo scorso anno, dopo una serie di incontri con Pino Panetta, (responsabile scuola calcio) mi e’ stata affidata la juniores regionale.

Non è sicuramente facile gestire un gruppo di giovanissimi nel pieno adolescenziale, lei come c’è riuscito?
Sicuramente non sapevo neanche da che parte cominciare ma poi ho cercato di essere me stesso e pormi con i ragazzi con molta serenità facendoli lavorare e chiedendogli molto sotto il profilo dell’ impegno e della concentrazione. Devo dire di aver avuto delle ottime risposte.

Cosa ha detto ai ragazzi la prima volta che li ha visti?
Nulla di particolare: ho detto loro che neanche potevano immaginare con quale entusiasmo cominciavo questa avventura, ma se mi avessero seguito ci saremmo tolti delle belle soddisfazioni.

E così è stato. Vittoria del campionato sofferta fino alla fine. Quanta soddisfazione c’è in tutto questo?
Le vittorie più belle sono quelle sofferte perché la gioia e’ incontenibile. La soddisfazione di aver vinto il campionato e’ talmente tanta che ancora oggi seppure siano passati già venti giorni guardo ancora le foto con un po’ di emozione.

Come ha gestito il momento di flessione coinciso con la perdita del primato?
Il primato non era del tutto perso perché il Grottammare aveva una partita in più rispetto a noi, anche se psicologicamente un po’ pesava. Ho cercato di farli stare tranquilli dicendogli che anche le grandi squadre hanno un momento di flessione e che se continuavano a giocare come sapevano avremmo sicuramente ripreso il primo posto.

E’ stato più difficile mantenere la vetta o lottare per riprenderla?
Rimanere primi dalla prima giornata fino all’ultima e’ sicuramente difficile e stressante.

Peccato solo aver perso la semifinale per il titolo regionale benché i suoi ragazzi abbiano dato il massimo?
Dopo aver vinto il girone ho detto ai ragazzi che avevamo centrato un obiettivo che forse all’inizio del campionato era insperato,ma che avevamo la possibilità e la forza di vincere la semifinale regionale e poi andarci a giocare la finale. Peccato aver perso contro la Maceratese ma sono contentissimo per quello che hanno fatto in quella partita perché hanno dimostrato di essere superiori alla squadra avversaria .A fine partita ho fatto loro i complimenti e li ho ringraziati per la stagione fantastica che mi hanno regalato.

E adesso cosa farà mister Fiscaletti?
Adesso mi godo questo momento poi cominciamo a lavorare per il futuro.

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