SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Combat D’Angelo: l’aveva promesso, ed ora, letteralmente, torna in strada. A far politica come negli anni ’80, quando coi nascenti Verdi manifestava sulla Statale 16 troppo inquinata.

Gli anni sono passati ma stavolta l’avversario è un altro politico navigato: Paolo Perazzoli, consigliere regionale del Partito Democratico, già sotto la lente di ingrandimento dei Verdi comunali (ma solo del consigliere Marinucci, l’assessore Canducci per ora non si è esposto) e regionali (Adriano Cardogna).

D’Angelo non è più nei Verdi, ma la decisione di Perazzoli di presentare un emendamento – poi approvato dopo una prima respinta dell’Assemblea Regionale – riguardante il Riordino degli Enti di gestione dei Parchi naturali e aree protette, non va giù all’ex presidente del Comitato di Indirizzo della Sentina.

“Perazzoli è solo all’apparenza di sinistra – urla D’Angelo al telefono – L’ho promesso, durante la vostra intervista su YouRiviera, che se avessero toccato la Sentina sarei tornato alla politica della strada, e tanto sarà. Non devo diventare sindaco o assessore, lo faccio per la mia città”.

La prima occasione ci sarà domani, venerdì 11 maggio, quando il Comitato di Indirizzo dovrà riunirsi per decidere della proposta di ampliamento del deputatore, che si trova proprio all’interno del perimetro della Riserva Naturale: “Con l’approvazione dell’emendamento firmato da Perazzoli il Comitato perde qualsiasi valore, diviene solo un organo consultivo del Comune di San Benedetto, senza alcun potere di indirizzo e di opposizione agli appetiti privati”.

Ed ecco che D’Angelo va giù durissimo: “Perazzoli lo conoscono bene in Regione, così svende San Benedetto alla lobby dei costruttori“.

Ed ecco che l’ex consigliere regionale dei Verdi vuota il sacco: “L’ho sempre pensato, ma ora ho le prove per dirlo: se la Riserva Naturale regionale della Sentina è nata, è stato grazie alla sensibilità dimostrata dalla giunta Martinelli, perché se il sindaco fosse stato Perazzoli, non sarebbe mai accaduto“.

Ma cosa succederà adesso che il Comitato di Indirizzo è stato di fatto depotenziato delle sue funzioni? “Un anno fa registrammo un successo, con l’adozione del Piano di Gestione della Riserva da parte del Consiglio comunale. Il Piano però, che ha una valenza urbanistica pari al Piano Regolatore per quel che riguarda l’area della Sentina, non è stato ancora approvato dal Consiglio Comunale e con la nuova norma, secondo me, questo certificherà la morte della Riserva Naturale Sentina”.

Perché, continua D’Angelo, “hanno per mesi detto che dovevano rivedere il ruolo del Comitato di Indirizzo perché lo stipendio del presidente era troppo alto, e invece non hanno toccato nessun emolumento, era soltanto una guerricciola per indebolire il Comitato: ora che lo hanno fatto, dei soldi non si parla più”.

Ed ecco l’appello: “Invito tutti, tutti i cittadini, gli ambientalisti, le associazioni interessate ad essere presenti, domani, all’incontro del Comitato di Indirizzo per chiedere le dimissioni temporanee del presidente Rocchetti e di tutti i componenti del Comitato, poiché il loro ruolo è privo di senso: sono solo consultivi e hanno messo a capi del Comitato un uomo di Perazzoli: cosa volete che accada?”

“Farò vedere tutto quello che hanno combinato” annuncia D’Angelo in una probabile conferenza stampa, venerdì.

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