SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In occasione del “Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice”,  mercoledì 9 maggio si è tenuta la cerimonia di intitolazione del largo situato all’incrocio tra le vie Fratelli Cervi e San Giacomo a tutti quei servitori dello Stato in divisa, studiosi, giornalisti, magistrati, sindacalisti e semplici cittadini che hanno pagato con la loro vita la scelta di combattere il terrorismo o di non condividerne la logica eversiva in quella stagione terribile vissuta dal nostro Paese negli anni ’70 e conosciuta come “gli anni di piombo”.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco Giovanni Gaspari, l’assessore Marco Curzi, il presidente del consiglio comunale Marco Calvaresi, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno Michele Renzo, il dottor Marco Tomassini per la Prefettura, le massime autorità militari del territorio e una rappresentanza degli studenti della scuola “Cappella–Curzi” di Porto D’Ascoli.

Nel suo saluto il sindaco Gaspari ha ricordato che “momenti come questo servono per riflettere sul fatto che la democrazia è un valore che molti hanno pagato con il sacrificio e con la loro vita e che sono necessari affinché la violenza non prevalga. Purtroppo – ha sottolineato il Sindaco – ancora oggi accade, come abbiamo visto a Genova, che si faccia della violenza l’unico linguaggio per attuare le proprie idee politiche, piuttosto che attraverso un confronto dialettico democratico”.

Il primo cittadino ha poi ricordato che nella giornata del 9 maggio si commemora anche la ricorrenza dell’uccisione di Peppino Impastato, il politico siciliano trucidato nel 1978 noto soprattutto per la sua attività contro la mafia, a cui la città di San Benedetto ha intitolato la via che porta alla scuola del Paese alto “Marchegiani”, e la Festa dell’Europa, un’occasione per sentirci tutti parte di un progetto di respiro sovranazionale che ha proprio tra i suoi cardini il rifiuto della violenza.

Dopo il Sindaco, è intervenuto il Procuratore della Repubblica Michele Renzo che, rivolgendosi ai ragazzi, ha ricordato come la legge che istituisce questa giornata sia stata approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento su proposta della deputata Sabrina Rossa, figlia di Guido, il sindacalista genovese e operaio della “Italsider” barbaramente ucciso dalle Brigate Rosse nel 1979.

“Questa giornata – ha sottolineato il Procuratore – è un giorno in cui vogliamo fermamente ricordare che non debbono più esserci ragazzi senza padre, madre, affetti a causa della violenza terroristica. Ma anche, ripercorrendo gli episodi vissuti dall’Italia negli anni compresi tra il 1969 e il 1988, un’occasione per ricordare ai nostri ragazzi che si deve evitare ora e sempre che nuove forme di violenza limitino la libertà e impegnarci tutti, ciascuno nel proprio ruolo, per garantire a tutti la possibilità di dichiarare le proprie idee”.

Che la non violenza sia un valore non negoziabile, comunque la si pensi, è un concetto che ha ribadito anche Don Pio Costanzo, parroco della Parrocchia di Cristo Re, prima della benedizione che ha preceduto lo scoprimento della targa.

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