SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riportiamo la lettera del sindaco Giovanni Gaspari scritta in occasione della giornata del 9 maggio.

“Il 9 maggio è la “Festa dell’Europa”, occasione unica per avvicinare l’Europa ai suoi cittadini, soprattutto più giovani, e la tradizionale cerimonia promossa dalla Provincia di Ascoli Piceno quest’anno si arricchisce della presenza del presidente emerito della Corte costituzionale Piero Alberto Capotosti, nostro concittadino e Premio “Truentum”. In un momento in cui il concetto stesso di Europa è messo in discussione dinanzi alla morsa della crisi che sconvolge tutti gli equilibri sinora raggiunti, è molto importante insistere perché i nostri ragazzi capiscano cosa significhi progettare un futuro diverso in ambito europeo.

Ma il 9 maggio, anniversario dell’uccisione di Aldo Moro, è stato scelto dal Parlamento Italiano come “Giorno della Memoria in ricordo delle vittime del terrorismo e delle stragi” e offre a questa amministrazione comunale l’opportunità di focalizzare l’attenzione sulla stagione terribile conosciuta come “gli anni di piombo” che ha attraversato la storia recente del nostro Paese e ha rappresentato una pagina dolorosissima e buia per la nostra Città.

Gli anni scorsi abbiamo cercato di onorare la memoria di tanti caduti intitolando spazi pubblici ad alcuni di loro: in primis ad Aldo Moro, nell’immaginario collettivo simbolo, per il ruolo primario rivestito nella vita politica del Paese, delle vittime del terrorismo. E poi a due persone della nostra terra che non si conoscevano tra loro ma che il destino ha voluto legare nella tragedia, Roberto Peci e Vincenzo Illuminati che ebbe solo il torto di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato di un’epoca per tanti versi sbagliata.

Proseguendo nell’intento di ricostruire una memoria civile, pubblica, condivisa su che cosa siano stati gli anni bui del terrorismo, delle stragi rimaste impunite, della strategia della tensione i cui contorni sono tutt’oggi da definire, abbiamo quest’anno deciso di intitolare un’area cittadina a tutti quei servitori dello Stato in divisa, studiosi, giornalisti, magistrati, sindacalisti che hanno pagato con il prezzo più alto la scelta di combattere il terrorismo o di non condividerne la logica eversiva. Ma anche a quei semplici cittadini spazzati via da un terribile gioco di morte costruito per fini mai chiariti fino in fondo, come le stragi che hanno insanguinato il nostro Paese.

“Largo Vittime delle Stragi e del Terrorismo” sarà dunque un punto di riferimento nel panorama della memoria che stiamo costruendo nella città, un invito a riflettere sul fatto che la democrazia non è un traguardo raggiunto una volta per tutte. Partendo dalla Resistenza, passando per le stragi degli anni ’60 e ’70, per gli omicidi del terrorismo rosso e nero, fino all’episodio di poche ore fa a Genova, il cammino verso una società democraticamente matura è irto di ostacoli e purtroppo macchiato del sangue di tante brave persone.

Non smetterò mai di ribadire che San Benedetto ha pagato un pesante pedaggio per questo cammino, che gli “anni di piombo” costituiscono una ferita ancora aperta per la nostra Città. Perché si rimargini è tempo che ci si liberi delle ultime ombre. La storia non si scrive due volte. Si vada avanti mettendo la parola “fine” almeno su episodi su cui la Storia e la Giustizia concordano. Inopinate nuove chiavi di lettura hanno il solo risultato di rinnovare sofferenza nelle famiglie colpite dalla perdita dei propri cari.

Da ultimo intendo rivolgere un doveroso ringraziamento al presidente emerito della Corte costituzionale Piero Alberto Capotosti, al Procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno dr. Michele Renzo che sarà presente alla cerimonia, alla dirigente, agli insegnanti e agli alunni della scuola “Cappella – Curzi” di Porto d’Ascoli, che rappresenteranno tutti i giovani per cui queste cerimonie sono principalmente pensate, a Don Pio Costanzo, presenza sempre preziosa e stimolante in occasione degli eventi più significativi della “sua” Porto d’Ascoli”

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